La preghiera pura riduce il desiderio
Un giovane venuto a trovarmi, mi ha chiesto: “Come fate a sopportare di guardare fuori dalla finestra e vedere ogni giorno la stessa cosa? Non vi fa diventare matti?” Forse, la vera domanda doveva essere: “Com’è che riusciamo a vedere sempre così tante cose quando guardiamo fuori dalla finestra ogni giorno?”. Gli antichi Padri sapevano che la noia viene dal desiderio, di successo, di fama, di qualcosa di nuovo, di un mutamento di circostanze o di attività, di relazioni diverse, di certezza.
La preghiera pura riduce il desiderio. Nel silenzio immoto della preghiera, sempre più quieto e immobile, man mano che ci accostiamo alla Fonte di tutto ciò che è, di tutto ciò che può essere, siamo talmente ricolmi di meraviglia che non c’è spazio per il desiderio. Non è che trascendiamo il desiderio: piuttosto, semplicemente non c’è più spazio, in noi, per un desiderio di quel genere. Tutto il nostro spazio è ricolmo della meraviglia di Dio. L’attenzione, che si dissipa nel desiderare, viene raccolta ed assorbita in Dio. […]
Meditando lasciamo andare il desiderio di controllo, di possesso, di dominio. Al contrario, cerchiamo solo di essere chi siamo, e con l’essere la persona che siamo, siamo aperti al Dio-che-è.
Tratto da John Main OSB, “Il cuore della creazione” (Edizioni Appunti di Viaggio), pp. 83-85.







