Siamo nati contemplativi ma questo fondamentale aspetto della vita di ciascuno di noi si perde, se non coltivato, con la vita adulta.
Da alcune esperienze realizzate nel mondo risulta chiaro che i bambini hanno una naturale predisposizione alla preghiera contemplativa ed è sorprendente come anche i più piccoli riescano a stare fermi ed in silenzio, esprimendo in questa immobilità tutta la semplicità dell’unione con Gesù.
Le giovani generazioni, meno strutturate degli adulti, sono infatti da una parte maggiormente soggette alle contraddizioni della nostra società e dall’altra maggiormente disponibili alla pratica della meditazione. Il Padre Benedettino Laurence Freeman, ritiene che “insegnare ai ragazzi a meditare è una grande e meravigliosa sfida dei nostri giorni, non solo per i ragazzi ma maggiormente per gli educatori ed i genitori”.


