Qual è la differenza tra realtà e irrealtà?
Qual è la differenza tra realtà e irrealtà? Penso che uno dei modi per capirlo sia guardare alla irrealtà come prodotto del desiderio. Tra le tante cose, dalla meditazione impariamo a rinunciare ai desideri; ed impariamo a farlo perché siamo consapevoli di essere chiamati a vivere appieno il momento presente. Realtà significa semplicemente essere radicati in Dio, fondamento del nostro essere. Il desiderio esige una tensione, uno sforzo continui; la realtà richiede immobilità e silenzio. Ed è questo l’impegno che ci assumiamo nel meditare. Come noi tutti scopriamo per esperienza, è attraverso l’immobilità del silenzio che impariamo ad accettarci per quelli che siamo. Forse ciò può suonare strano a noi contemporanei e soprattutto ai cristiani di oggi, abituati alla tensione: “Non dovrei forse ambire a qualcosa di più? Se non fossi una brava persona, non dovrei forse desiderare di essere migliore?”.
La vera tragedia del nostro tempo è che desideriamo con tanta intensità essere felici, avere successo, ricchezze, potere che non facciamo che pensare a come potremmo essere. Solo raramente riusciamo a conoscere noi stessi per come realmente siamo e accettiamo la nostra situazione.
Ma la saggezza tradizionale ci dice: sappi chi sei e come sei. Può darsi che siamo peccatori, e se lo siamo, è importante che ne siamo consapevoli. Ma molto più importante per noi è sapere, per esperienza personale, che Dio è il fondamento del nostro essere, che siamo radicati in lui e in lui siamo fondati. Ognuno di noi deve saperlo personalmente, per esperienza diretta, nel proprio cuore. Questa è la stabilità di cui tutti abbiamo bisogno, non la lotta e il movimento del desiderio, ma la stabilità e la quiete del radicamento. Ciò che ognuno di noi è invitato ad apprendere nella meditazione, nella quiete in Dio, è che in lui abbiamo tutto ciò che è necessario.
La radice da cui siamo scaturiti è l’Amore. In Lui siamo, e ci riconosciamo come amabili e amati. Questa è la realtà suprema che Gesù è venuto a predicare, a comunicare, a vivere, a stabilire. Ed essa è già presente nei nostri cuori, se solo saremo aperti ad accoglierla. Questo è il tema della nostra meditazione, perché è solo da questo amore e con questo amore che possiamo comprendere veramente noi stessi e tutta la creazione. Senza questo radicamento nell’amore, tutto ciò che vedremo saranno ombre e fantasmi, e non saremo mai in grado di entrare in contatto con essi perché non hanno realtà.
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Brano tratto da John Main OSB, In Times of Anxiety, Meditatio Talks 2009 C.






