Il dono del discernimento
Noi meditiamo in questo mondo. La nostra decisione di meditare rappresenta un impegno a partecipare responsabilmente anche in un mondo che sta impazzendo. La meditazione allena il discernimento e pone un freno all’intolleranza. Insegna fedeltà alla comunione del vero sé, proteggendo così la dignità umana. Ogni volta che ci sediamo a meditare noi portiamo il nostro bagaglio e quello del mondo nell’esercizio di attenzione. È un modo di amare il mondo di cui facciamo parte e di contribuire al suo benessere. Proprio perché è un mezzo per distaccarci da noi stessi, la meditazione ci aiuta a condividere il peso dell’umanità.
Uno dei frutti della meditazione è il dono di saper discernere: quello che fanno e ci dicono i media, quando è il momento di spegnere il televisore. La meditazione, creando uno spazio di solitudine mediante la pratica quotidiana, protegge la dignità dell’intimità individuale. Di conseguenza sviluppa anche i valori sociali della libertà personale e della partecipazione responsabile nelle decisioni della società. La passività e il fatalismo che possono nascere dalla saturazione dei media sono sfidati dalla meditazione, se non altro per il fatto che la gente saggia non si lascia fuorviare tanto facilmente.
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Brano tratto da Laurence Freeman OSB, “Gesù il maestro interiore”, EDB, pp. 260-261.







