La necessità di un modo nuovo
Oggi abbiamo bisogno di una nuova modalità di dialogo religioso, di tolleranza, mutuo rispetto e un modo di imparare gli uni dagli altri rispetto a quanto potesse immaginare chiunque fosse prima di noi. Eppure, l’opportunità di tale modalità per noi è confermata dal fatto che è compatibile con la personalità e l’esempio di Gesù. Gesù non ha rifiutato nessuno, ha tollerato tutti e ha visto il mistero di Dio in ogni persona e nella natura. Ha mangiato con chi avrebbe dovuto disprezzare; ha parlato con chi avrebbe dovuto evitare. È sempre stato aperto agli altri tanto quanto lo è stato con Dio.
In Gesù, il tempo e l’eternità si incrociano… e questo incrocio avviene nella povertà di spirito dell’uomo… La povertà non è solo la mancanza di cose, ma la consapevolezza del nostro bisogno degli altri, di Dio. I bisogni umani sono universali. I ricchi e i più potenti, come i più poveri e i più marginalizzati, sono tutti egualmente nel bisogno. Il bisogno è semplicemente il forte sentimento che nasce in risposta al fatto che siamo interdipendenti. Non siamo separati gli uni dagli altri o da Dio. La saggezza è riconoscere questa realtà e la compassione sta nel praticarla.
Nella meditazione, ci immergiamo ad un livello della realtà più profondo di quello delle nostre menti superficiali guidate dall’ego dove così spesso ci impigliamo nella rete delle illusioni rispetto alla nostra indipendenza e isolamento. Sbrogliarsi da quella rete è il lavoro giornaliero della meditazione ed è il nuovo percorso di pratica della presenza di Dio — nella vita ordinaria, nella natura tutta e in ogni persona.
Laurence Freeman OSB
brano tratto da “Dearest Friends,” The WCCM International Newsletter, Winter, 1996.







