Perchè la meditazione è difficile?
Viviamo in una società prevalentemente materialistica; una società che vede ogni cosa in termini di possesso e, anche se possiamo apparire più attenti alle cose dello spirito, facilmente scivoliamo in un materialismo spirituale: anziché accumulare denaro, cerchiamo di accumulare grazie o meriti. La preghiera, però, rappresenta la via della spoliazione e della resa; cose per noi difficili da comprendere perché siamo stati educati a perseguire il successo, ci è stato insegnato che l’importante è vincere e non perdere. Eppure Gesù ci dice che se vogliamo ritrovare la nostra vita, dobbiamo prima perderla. Ora, la recita del mantra è esattamente la risposta all’invito rivolto da Gesù di essere a sua totale disposizione, di dedicargli tutta intera la nostra attenzione, di dargli tutto il nostro cuore, di permanere in uno stato di indivisa coscienza, che vuol dire essere uno con lui.
La meditazione richiede generosità, perché esige tutto. Esige la rinuncia al desiderio e chiede che ci si apra al destino che Dio ha previsto per noi, ai suoi piani, al suo amore per noi. Attraverso la meditazione si scopre proprio il suo amore per ciascuno di noi. Molti, sentendo per la prima volta parlare di meditazione, pensano si tratti di un percorso arido, intellettualistico, privo di emozioni, ma non è nulla di tutto ciò: è impegno e apertura all’amore infinito, e questo amore è come una potente fontana che sgorga nel tuo cuore.
Il mantra è simile all’ago di una bussola, ti porta sempre nella direzione che devi seguire, lontano da te stesso e verso Dio; e qualunque sia la direzione in cui il tuo ego ti conduce, la bussola sarà sempre fedele. Il mantra, se lo reciti con generosità, con fedeltà e amore, ti indicherà sempre la direzione di Dio.
Brano tratto da John Main OSB, “Perché meditare è difficile?” LA VIA DELLA NON-CONOSCENZA, Edizioni Appunti di Viaggio, p. 111-112.







