ANNO 4 LETTERA 3
Dalla mente al cuore
La meditazione ha permesso a John Main di passare dalla preghiera discorsiva alla preghiera silenziosa, dalla mente al cuore.
Egli avverte i monaci del Getsemani che “ci si può facilmente inorgoglire e sentire gratificati dalla ripetizione delle nostre formule dottrinali” e sottolinea che abbiamo bisogno di passare dall’assenso intellettuale del nostro credo all’esperienza personale della verità del nostro credo. Non è che il credo e dogmi non siano importanti, ma sono solo la metà di ciò che significa essere veramente un cristiano. Evagrio, il principale maestro di Giovanni Cassiano, lo spiega così: “Gli effetti dell’attenersi ai comandamenti non sono completamente sufficienti a sanare le potenze dell’anima – devono essere accompagnati da una attività contemplativa e questa attività deve penetrare lo spirito.”
Possiamo accettare intellettualmente la verità di ciò che Origene, padre della Chiesa primitiva, spiega della Scrittura: “Gli uomini e le donne sono creati ad ‘immagine di Dio’ e la nostra vocazione umana è quello di manifestare la ‘somiglianza con Dio’ attraverso il nostro modo di vivere”. Ma solo nella profonda preghiera silenziosa sperimentiamo ciò che significa per ciascuno di noi. A volte, un senso di pace e di amore ci rende consapevoli che lo Spirito di Cristo vive nel nostro essere più profondo. Allora noi “sappiamo” realmente, in un modo intuitivo e profondo che siamo “un tempio di Dio, creato per ricevere in sé la gloria di Dio”. La consapevolezza che abbiamo la presenza divina in noi, ci aiuta a realizzare il nostro vero valore e trasforma così i nostri pensieri e il nostro essere, permea il nostro atteggiamento e le azioni verso noi stessi, gli altri e verso la creazione. Ed è allora che mostriamo la nostra “somiglianza con Dio attraverso il nostro modo di vivere”. Questo è ciò che si intende veramente per ‘imitazione di Cristo’ – ricordare chi siamo realmente, profondamente connessi con il Divino, che è Amore, che ci permette di vivere e agire in base a questa verità, come ha fatto Gesù.
John Main sottolinea che questo è il vero significato della preghiera meditativa. Andando al di là di pensieri, senza distrazioni, impariamo “a prestare attenzione alla presenza personale di Gesù dentro di noi”. Così saremo in pace e “godremo della piena meraviglia della nostra creazione.”
Come abbiamo potuto notare, la ‘preghiera meditativa’ di John Main non ha niente a che vedere con la preghiera meditativa che aveva appreso come cattolico: la meditazione discorsiva ignaziana. Questo modo di pregare può a suo modo, essere molto importante nel cammino spirituale, offrendo una vera comprensione sia della nostra natura che del nostro rapporto con le azioni e l’insegnamento di Cristo. Per sapere chi siamo realmente nella totalità del nostro essere, è un primo passo importante. Come dice sant’Agostino:
“Gli uomini devono prima esser rigenerati a loro stessi, diventare delle pietre su cui poggiarsi, per potersi innalzare e avvicinarsi a Dio. Come Giovanni Cassiano, John Main ha sempre sottolineato che ogni tipo di preghiera è preziosa e necessaria. Ma in seguito arriva il passo essenziale nel silenzio che conduce alla preghiera perfetta, quando dimentichiamo totalmente noi stessi ed entriamo nel silenzio pieno di amore al centro del nostro essere, dove Cristo dimora. Giovanni Cassiano termina la sua discussione sulla preghiera, citando S. Antonio: “La preghiera non è perfetta quando il monaco è cosciente di se stesso e del fatto che egli sta realmente pregando. ” La meditazione riguarda quindi non tanto il pensare come essere, ma solo all’essere con Dio ed “essere semplicemente con Lui significa essere la persona che Egli ci chiama ad essere.”
Kim Nataraja







