ANNO 4 LETTERA 2
Riscoprire gli insegnamenti di Giovanni Cassiano
Quando John Main diventò monaco “gli venne indicato un altro metodo di meditazione che accettò in obbedienza al suo nuovo stato di novizio benedettino”. Nel suo libro “The Gethsemane talks” [pubblicato in italiano con il titolo “Imparare a meditare nella tradizione cristiana – Le Conferenze al Getsemani”] spiega così: “Guardo indietro a questo periodo della mia vita come un periodo di grande grazia. Inconsapevolmente, il maestro dei novizi aveva cominciato ad insegnarmi il distacco, proprio al centro della mia vita. Imparai a distaccarmi dalla pratica che era molto sacra per me e sulla quale stavo cercando di costruire la mia vita. Invece, imparai a costruire la mia vita su Dio stesso”. La fede che mi comunicava “Dio non mi lascerebbe vagare per sempre nel deserto e mi ricondurrebbe sul cammino” era giustificata. Vi lascerò scoprire in questo libro come John Main fu condotto verso il testo “Holy Wisdom” di Augustine Baker e poi alle Conferenze di Cassiano. Usando le parole di John Main: “è stato con grande stupore che ho appreso, in questa Decima Conferenza, la pratica di usare una breve singola frase per raggiungere la quiete necessaria per la preghiera – ‘La mente quindi allontana e reprime la ricca e ampia massa di pensieri e si limita alla povertà del singolo verso’. Leggendo queste parole di Cassiano e il capitolo Decimo della stessa Conferenza sul metodo della preghiera continua, sono tornato a casa una volta di più e tornato alla pratica del mantra”.
Giovanni Cassiano (365-435) fu fortemente influenzato da Evagrio, che ammirava più di tutti fra i Padri e le Madri del deserto. Ma notiamo nelle sue Conferenze che non fu solo allievo di Evagrio, ma anche di almeno altri 15 Padri e Madri, e fece suo anche l’insegnamento di questi. Ammorbidì alcune delle severità dell’insegnamento del deserto, lo semplificò e lo adattò all’ambiente della Gallia meridionale dove edificò due monasteri – uno per gli uomini e uno per le donne – quando lasciò il deserto egiziano. Inoltre, egli creò l’unità dalla diversità: formulò un sistema coerente di pratica e di pensiero basato sulle parole e sugli insegnamenti dei singoli Padri e Madri del Deserto. È lui che ha veramente il merito di aver portato la tradizione del deserto nell’occidente latino e così facendo esercitato una grande influenza su San Benedetto e sull’intero movimento monastico occidentale. Nonostante San Benedetto avesse raccomandato ai suoi monaci di leggere Cassiano ogni giorno, questa pratica fu trascurata per secoli nella tradizione Benedettina. John Main e Laurence Freeman l’hanno riportata all’attenzione del mondo Cristiano e dei loro fratelli e sorelle benedettini. Anche John Main non lasciò l’insegnamento di Cassiano così com’era ma lo adattò – questa volta non solo per i monaci ma per le donne e gli uomini laici del XX secolo.
L’insegnamento di Cassiano si basava su quello dei monaci del deserto egizio del IV secolo d.C. e l’insegnamento di un Hindu Swami del XX secolo dimostra come sia universale questo tipo di preghiera. Troviamo la stessa perseveranza in entrambi, circa l’uso di una frase come aiuto per condurre le nostre menti affollate di pensieri verso uno stato di quiete. Cassiano e Swami Satyananda vedono la ripetizione di una frase-preghiera come una importante fase preparatoria, un modo per distaccarsi, per allenare la mente a raggiungere una attenzione risoluta, priva di sforzo che porta ad una preghiera di quiete, una preghiera contemplativa con l’obiettivo finale di diventare consapevoli dell’amorevole presenza di Dio nei nostri cuori.
Kim Nataraja







