Permetterci di essere amati
Il bello della nostra meditazione è che impariamo a restare immobili, a tacere, a essere consapevoli, affinché il Signore Gesù possa manifestarsi a noi, dentro di noi; affinché il suo amore diventi reale in noi, si realizzi in noi. Ciò che scopriamo nella preghiera profonda è che noi stessi veniamo coinvolti in questo movimento che si svolge dentro di noi: il movimento dell’amore del Signore Gesù che ritorna al Padre. Ed è così che realizziamo la nostra autotrascendenza: veniamo letteralmente portati fuori da noi stessi in un moto di estasi, di rapimento. Un altro nome per questo movimento è amore.
Un aspetto che ho cercato di sottolineare è la necessità di comprendere di essere degni di amore. È proprio qui che risiede la grande importanza della comunità: far sì che chiunque vi entri comprenda appieno – in modo esplicito e chiaro – di essere degno di amore. Il primo passo verso la piena realizzazione della persona e la piena maturità consiste nel lasciarsi amare. Spesso, infatti, tendiamo a tenere gli altri a distanza. Ed è proprio per questo che il Signore Gesù ci ha inviato il suo Spirito Santo, lo ha effuso nei nostri cuori: per toccarci, per destarci e per attirarci nella luce redentrice del suo amore. Ricordiamo le parole di Riccardo di San Vittore: meditando, prendiamo coscienza dell’amore del Signore Gesù; ne percepiamo l’amore. Vediamo allora una grande luce illuminare tutto il nostro essere e la riconosciamo come luce divina.
Tratto da Awakening 1, John Main, Meditatio Series 2014 C
–
Foto di Laurence Freeman





