La dinamica della meditazione
… inizierai a renderti conto che la meditazione opera secondo una propria dinamica.
Quando inizi a meditare, devi avere una qualche motivazione. Ti serve un obiettivo che ti spinga ad agire, che ti faccia intraprendere il cammino. Se cerchi una motivazione per raggiungere quello stato di armonia e di pace — descritto in molte scritture sacre, sia orientali che occidentali, come uno stato di beatitudine, gloria, salvezza o vita (intesa come il sentirsi pienamente vivi) — questa è valida quanto qualsiasi altra. Tuttavia, una volta che avrai iniziato a meditare con regolarità nella tua vita quotidiana, ti renderai conto che la meditazione segue una sua dinamica specifica. Non è un’attività come le altre. Non vi ci si accosta pensando: “Se medito un certo numero di volte, otterrò questo risultato, ovvero un certo livello di pace; se sarò particolarmente costante, raggiungerò un livello superiore”, e così via.
Quando si inizia a meditare, ci si rende conto di accostarvisi senza pretese, senza cercare alcun tornaconto. Meditiamo semplicemente perché è l’unica via che possiamo trovare per giungere a Dio. E, nella visione cristiana della meditazione, lo scopo ultimo è semplicemente quello di aprirsi alla presenza di Dio nel proprio cuore. Spesso la gente chiede: “Perché dovrei meditare? Perché tu mediti?”. Credo che parte della risposta risieda nel fatto che, attraverso l’esperienza della meditazione, arriviamo a conoscere noi stessi come autentici, come reali: non come persone che recitano una parte o che soddisfano le aspettative altrui, ma nell’esperienza di essere chi siamo veramente. La meditazione è importante per noi perché ciascuno deve imparare a essere autentico, a rimanere fedele alla verità del proprio essere.
Tratto da John Main, In Times of Anxiety by John Main OSB, Meditatio Series 2009
–
Foto di Laurence Freeman






