Il segreto del potere dell’attenzione
quando la violenza appare come l’unica risposta possibile alla violenza, tutto ciò che possiamo fare è continuare a prestare attenzione a ciò che è bene
In Dio non c’è violenza. La giustizia e la misericordia, che appaiono incompatibili quando siamo in conflitto con gli altri, in Dio si abbracciano divenendo amore. È l’amore, non la violenza, la forza motrice del nostro progresso e della nostra evoluzione. Dunque, quando gli esseri umani scivolano nella violenza, è perché dimenticano facilmente, negano o mettono in dubbio chi sono veramente e in cosa consista la nostra comune umanità. Gli animali non sono violenti, nemmeno quando si divorano a vicenda o competono per il potere: essi si limitano a essere se stessi. La violenza è un rifiuto, da parte dell’uomo, della propria vera natura; è una scelta di regresso.
Non possiamo negare del tutto l’intelligenza innata, l’autoconsapevolezza e il senso spirituale che scaturiscono dall’esperienza umana della trascendenza. È tuttavia una capacità squisitamente umana quella di tentare di rinnegare ciò che siamo. E, come se non bastasse, arriviamo al punto di impiegare le nostre doti più elevate – la creatività – per sviluppare ciò che vi è di più disumano, dando vita a forme sempre più estreme di autodistruzione. Procedendo a marcia indietro, creiamo realtà mostruosamente assurde, che negano la vita, come gli arsenali nucleari e l’industria degli armamenti.
Costruiamo argomentazioni a sostegno di filosofie che contemplano il genocidio, l’omofobia, la persecuzione religiosa e lo sfruttamento economico. La guerra, e la sua moderna variante ibrida – il terrorismo globale –, sono le conseguenze illogiche di tali assurdità, di tali negazioni di ciò che è autenticamente umano. Per giustificare queste atrocità, creiamo un dio mostruoso. È il dio degli islamisti, ma anche quello dei fondamentalisti di ogni credo; persino gli dèi atei di ideologie che odiano la religione rientrano in questa categoria. Si tratta di una creazione umana, frutto di un’immaginazione infiammata. L’assurdità intrinseca della violenza emerge chiaramente quando adoriamo un dio che abbiamo immaginato, anziché Colui – inimmaginabile – che ci ha chiamati all’esistenza.
(…) I contemplativi custodiscono un segreto che racchiude un’immensa speranza per la nostra epoca di transizione, segnata da violenza, ansia e inquietudine. È il segreto del potere dell’attenzione. In tempi di turbolenza, quando forze oscure regnano e si infiltrano persino nelle nostre migliori speranze di sconfiggerle – quando la violenza appare l’unica risposta praticabile alla violenza – tutto ciò che possiamo fare è continuare a prestare attenzione a ciò che è buono. Il bene che è in noi, nelle leggi della natura e persino nei nostri nemici. Questa forma di amore diventa un’influenza quasi divina – anzi, non «quasi», ma «effettivamente» divina – nel momento in cui l’essere umano trascende se stesso e giunge a una piena umanità. Ogni aspetto dell’umano ha inizio nell’infanzia. Compresa l’arte dell’attenzione, che dovremmo insegnare ai bambini: il vero dono di Natale, quello che dura nel tempo.
Da Fr. Laurence Freeman: Dearest Friends, Laurence Freeman, Meditatio Newsletter December 2015
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Foto di Laurence Freeman







