ANNO 4 LETTERA 24
In cosa consiste la nostra meditazione?
John Main in “Being on the Way” (Essere in cammino) spiega così le ragioni per cui meditiamo: “Quello che sappiamo dalle parole di Gesù e dalle sue azioni è che Dio si volge completamente a noi in Gesù e nella nostra meditazione, e dunque noi – nel considerarla con la massima serietà, nel farla diventare l’asse fondamentale della nostra vita – ci rivolgiamo totalmente a Dio in Gesù. Ecco cos’è la nostra meditazione: volgere la nostra vita in modo che sia completamente centrata sulla consapevolezza di Gesù e ciò vuol dire entrare nella vita eterna (il Regno)”.
Anche Laurence Freeman in ‘Gesù il Maestro interiore’ sottolinea la trasformazione della consapevolezza e precisa in questo il ruolo della fede : “Mano a mano che si svolge questo processo di trasformazione il rapporto con Gesù si approfondisce. La fede rende più profondo l’impegno verso quel rapporto, la fede fa penetrare la consapevolezza più a fondo nello spirito… Valori e priorità, accettati da lungo tempo, sono rivalutati. Nel nostro carattere e nel nostro comportamento si sviluppano qualità di cui ci ritenevamo incapaci – pazienza, empatia, comprensione, tolleranza. Un giorno ci accorgiamo, quasi casualmente, che la nostra immagine di Dio è stata riesaminata”.
È lo Spirito che Gesù ha inviato dopo la sua resurrezione a determinare questo cambiamento. “È l’energia di Gesù che opera in ogni luogo, fino alla fine dei tempi”. Ma la “Fede – che è apertura verso il non-dualismo e verso la nostra capacità di avere una relazione trascendente – fa sì che noi possiamo ricevere lo Spirito”. La fede dunque non va paragonata al credere in certi dogmi, ma è un’attitudine che porta alla fiducia e all’apertura.
Ma quale è allora l’essenza della disciplina della meditazione? È “l’attività che svolgiamo per accogliere il dono della contemplazione che ci è già stato dato ed è presente nel nostro cuore.” È “la disciplina del pellegrinaggio di crescita spirituale”. Ai giorni nostri è vista come un modo di rilassarsi, per diminuire gli effetti dello stress, una scelta di vita salutare. Ma “dal punto di vista spirituale ci rilassiamo per meditare, invece che meditare soltanto per rilassarci”. C’è molto più di questo. È “un’attività che armonizza le dimensioni generalmente discordanti della nostra consapevolezza… è un cammino di silenzio e trascendenza di sé, un cammino di relazioni e di solitudine, di lettura senza parole, di conoscenza senza pensiero… La meditazione, alla luce della fede cristiana, è un incontro sempre più profondo con la mente di Cristo”. È una trasformazione totale.
Il frutto della meditazione è dunque un cambiamento nel modo di comportarci. Ma “il luogo dove dovremmo cercare i frutti della meditazione non è il periodo stesso della meditazione – ciò che ‘accade’ (o non accade) – ma la maniera e la qualità della nostra vita, in particolare le nostre relazioni. Noi non ci aspettiamo che nella meditazione accada qualcosa di straordinario. Il punto essenziale è vedere la presenza di Dio nell’ordinario, trasformare la nostra percezione della realtà.”
Kim Nataraja
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Foto di Laurence Freeman







