ANNO 4 LETTERA 40
Un ponte tra scienza e spiritualità
In questa fase è opportuno citare le parole della dottoressa Shanida Nataraja nel suo libro The Blissful Brain: “Anche se il pensiero occidentale ha tracciato, fino a poco tempo fa, una linea netta tra questioni scientifiche e spirituali, siamo nel bel mezzo di un importante cambiamento di pensiero. È ormai sempre più accettata l’idea che la scienza e la spiritualità sono aspetti complementari di un tutto più grande, ognuna offre una rappresentazione parziale e differente di una realtà più grande. Si ritiene che una comprensione più profonda derivi da una maggiore integrazione tra le due discipline; i nostri esperimenti scientifici possono far luce sulle nostre indagini spirituali, e viceversa. Da questo cambiamento di prospettiva è nato un nuovo campo scientifico: la neuroteologia. […] I ricercatori impegnati in questo settore stanno cercando di svelare le strutture e i processi del cervello che sono alla base della meditazione, in particolare le esperienze trascendenti della meditazione. Questa ricerca è innovativa in quanto ha ‘demistificato’ la meditazione, dimostrando che essa può avere effetti soggettivi sulla mente del meditatore che si traducono in effetti osservabili sul loro cervello, sia a breve che a lungo termine. Questa ricerca dimostra che tutti noi, attraverso la meditazione, abbiamo la capacità di influenzare il nostro paesaggio interno e il funzionamento del nostro cervello, e di conseguenza il nostro comportamento. Essa ci sfida anche a comprendere meglio il ruolo del rituale e della fede nel tirar fuori questi cambiamenti fondamentali alle nostre innate connessioni. Fino a tempi recenti, la pratica della meditazione è stata ampiamente seguita nel contesto di una serie di tradizioni spirituali. Essi implicano riti specifici, credenze e testi sacri che conferiscono un maggiore significato alle esperienze associate alla pratica della meditazione […]
Storicamente, il nostro studio della mente umana è stato minato dalla natura soggettiva delle nostre indagini. Tuttavia, ora sappiamo, in seguito agli esperimenti dei fisici quantistici, che le aspettative del soggetto e dello sperimentatore possono influenzare l’esito del cosiddetto esperimento oggettivo, e questa perdita di obiettività ha avuto profonde implicazioni sul valore attribuito alla cosiddetta prova soggettiva […] Combinando le intuizioni scaturite da esperienze soggettive di singoli meditatori con le idee derivanti dai cambiamenti osservabili e, quindi più oggettivi, nei cervelli di questi meditatori, ci viene offerta una visione più completa dello stato mente-corpo ottenuto con la meditazione […]
È ormai ben accettato che la nostra mente e il nostro corpo – e, quindi, il nostro cervello – non possono essere trattati come entità isolate. Il nostro corpo, e l’input sensoriale che riceviamo, influenza il modo di pensare e il modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo […] La mente ha anche un’influenza continua sulla struttura fisica e sull’attività del cervello, plasmando il cablaggio del cervello e adattando i nostri comportamenti in linea con i nostri pensieri, percezione ed emozioni. Attraverso ampie connessioni tra il nostro cervello e il corpo, il nostro paesaggio mentale può influenzare il nostro corpo fisico e la salute.
La natura può aborrire un vuoto, ma noi esseri umani aborriamo il caos […] Noi desideriamo l’ordine, per vedere il senso nel mondo. […] Per dare un senso alle loro esperienze, gli esseri umani hanno sviluppato numerosi sistemi di credenze che forniscono una cornice in cui interpretare le esperienze trascendenti che possono sorgere attraverso la meditazione. Una componente fondamentale di tutti questi sistemi di credenze è l’esistenza di una realtà superiore o Essere che trascende la nostra realtà fisica di tutti i giorni. Le risposte alle nostre domande esistenziali devono trascendere analisi o comprensione razionale, e quindi non derivano dai processi cognitivi che tradizionalmente associamo al pensiero analitico della parte sinistra del cervello. Invece, queste risposte derivano da qualcosa che va al di là della comprensione umana.
Molte tradizioni spirituali forniscono delle visioni del mondo “pronte all’uso” attraverso le quali vengono filtrate le esperienze di tutti gli aderenti. In tutti i casi, queste visioni del mondo sono stata inizialmente ideate da un singolo mistico, sia esso Gesù, Buddha o Maometto, come risultato delle proprie esperienze spirituali […] Insegnando la propria visione del mondo agli altri, hanno fornito un modello che altri possono adottare.”
Shanida Nataraja
Estratto da ‘The Blissful Brain: Neuroscience and proof of the power of meditation’ del dottor Shanida Nataraja (seconda edizione rivista e aggiornata).
Kim Nataraja
–
Foto di Laurence Freeman







