La preghiera è una buona scuola di comunità
Vi ho suggerito di lasciare che, nella preghiera, Dio sia Dio; di adorarlo per ciò che è: infinitamente santo, degno di ogni amore, compassionevole e misericordioso, senza cercare di manipolarlo. Nella preghiera ci prostriamo in adorazione. Non allontaniamo Dio con parole ingegnose o formule vuote; impariamo piuttosto ad adorarlo dal profondo del nostro spirito, nel silenzio e nel timore reverenziale. E nella preghiera impariamo anche a lasciare che il prossimo sia se stesso. Impariamo a non cercare di manipolare il prossimo, ma piuttosto a rispettarlo e ad amarlo, proprio come rispettiamo e amiamo il Signore nostro Dio. Per questo la preghiera è un’ottima scuola di comunità: nella nostra comune dedizione alla preghiera, e attraverso di essa, scopriamo la vera gloria della comunità cristiana come assemblea di fratelli e sorelle eletti e consacrati, che vivono gli uni con gli altri in un rispetto profondo e amorevole.
La comunità cristiana è, in sostanza, l’esperienza di persone che vivono in sintonia reciproca sulla lunghezza d’onda dello stesso Spirito, il quale ha chiamato ciascuno di noi alla pienezza della vita. Negli altri riconosco lo stesso Spirito che abita nel mio cuore, lo Spirito che costituisce il mio vero io. In questo riconoscimento dell’altro – un riconoscimento che rinnova la nostra mente – l’altra persona si rivela per ciò che è realmente; emerge il vero io dell’altro, non una mera estensione manipolata della mia mente. In altre parole, quando riconosciamo lo Spirito nell’altro, questi si muove e agisce a partire dalla propria realtà autentica, e non più come una creatura frutto delle mie costruzioni. E anche qualora le nostre idee o i nostri principi entrassero in conflitto, essi rimangono custoditi in una reale unità grazie a questo reciproco riconoscimento della realtà essenziale presente in ciascuno. La dinamica del corpo mistico di Cristo, caratterizzata dal sostegno e dalla condivisione della sofferenza, ha infatti proprio questo obiettivo: aiutarci a vicenda a realizzare il nostro essere essenziale.
Tratto da John Main, Awakening 2, Meditatio Talks Series 2014 D
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Foto di Laurence Freeman







