Siamo in pellegrinaggio finché recitiamo il nostro mantra
La preghiera è la vita dello Spirito di Gesù nel cuore umano, lo Spirito in cui siamo incorporati nel Corpo di Cristo, lo Spirito che ci rende pienamente risvegliati al Padre. La preghiera è il risveglio a questo Spirito in tutta la sua pienezza nel nostro cuore. Non credo che esistano forme o metodi di preghiera; esiste solo la preghiera. E mi piace pensare a questa preghiera come al flusso d’amore tra lo Spirito di Gesù Risorto e suo Padre, il flusso d’amore in cui siamo incorporati. Allo stesso modo, una volta che si inizia a pregare, si prega sempre. Non esiste una preghiera a tempo parziale o una preghiera incompleta. Lo Spirito è sempre vivo nel nostro cuore, e quel flusso d’amore è sempre una realtà nel nostro cuore. I nostri momenti di meditazione, i nostri momenti di preghiera, sono semplicemente momenti in cui compiamo questa completa trasformazione della coscienza verso la Realtà sempre presente.
Quanto più vi dedicate a questo, immergendovi profondamente in questo flusso d’amore, tanto più vi rendete conto di cosa intendesse San Paolo quando ci invitava a pregare incessantemente. Questo è lo stato che a volte viene chiamato illuminazione, quando la consapevolezza della realtà dell’amore di Gesù per il Padre è costante nei nostri cuori. Per quanto possiamo essere analitici al riguardo, ciò di cui siamo consapevoli è la nostra totale povertà, la nostra totale dipendenza dall’amore di Dio che ci sostiene e il nostro infinito arricchimento in quell’amore. Come vi ho parlato di un viaggio, di un pellegrinaggio. Il pellegrinaggio è verso la sorgente del vostro stesso essere.
Siamo in quel pellegrinaggio finché recitiamo il nostro mantra con semplicità e perseveriamo nella nostra rinuncia, nella nostra povertà, rinunciando al pensiero, all’immaginazione e, in definitiva, alla nostra stessa autocoscienza. Man mano che il mantra si radica sempre più profondamente in noi e si integra sempre più a fondo nella nostra coscienza, tutto il nostro essere partecipa a questa risposta allo Spirito. Il cammino ci conduce a un’integrazione del nostro io, dove ogni parte di noi è nella sua amorevole e armoniosa risposta al Padre. Il nostro scopo è accettare pienamente la salvezza che Gesù ha compiuto per noi, la liberazione totale da tutto ciò che ci isola, l’unione totale con l’intera creazione. E ciò che scopriamo è la nostra essenziale unità. Come scopriamo anche – una scoperta inebriante – l’assoluta libertà che possediamo per elevarci al Padre.
Ora, non lasciate che vi inganni con la retorica. Non c’è dubbio sull’assoluta necessità del mantra. In un certo senso, recitare il mantra è un atto di pura fede, quasi un atto di incoscienza religiosa, perché rappresenta, in sostanza, la nostra totale accettazione della realtà dell’amore di Dio che inonda il nostro cuore più profondo attraverso lo Spirito di Gesù Risorto. E ci chiama a morire a noi stessi. È una rinuncia assoluta, un abbandono totale all’amore di Gesù. Ed è solo questa rinuncia assoluta, e questa fede assoluta, che ci permette di risorgere nella sua potenza, di condividere la sua potenza, la sua autorità e, soprattutto, il suo amore. E vorrei concludere dicendo, nel modo più chiaro possibile, che non possiamo creare o prevedere questa esperienza.
L’esperienza è un dono di Dio. Tutto ciò che possiamo fare è imparare a stare fermi, in silenzio e ad aspettare. E mentre impariamo la quiete e il silenzio, e mentre impariamo ad aspettare, lo faremo con una consapevolezza sempre crescente del nostro potenziale e della nostra armonia. Dobbiamo essere pazienti e dobbiamo aspettare. A tempo debito, sperimenteremo l’inondazione del nostro cuore con l’amore di Gesù e saremo pronti a rispondere a quella chiamata quando arriverà, una chiamata che ci chiede di rispondere alla pienezza della nostra persona in questo incontro con Gesù. Ogni membro della Chiesa è chiamato a questo risveglio; ogni membro del genere umano è chiamato a questo risveglio. La nostra grande responsabilità è quella di risvegliarci, di essere pronti, di essere a disposizione del Padre, e poi, con umiltà e amore, portare la gloria e l’illuminazione di questo risveglio a tutta l’umanità.
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Brano tratto da Awakening 1 by John Main OSB, Meditatio Talks Series 2014 C –1 September 2014







