ANNO 4 LETTERA 37
Conoscenza di sé e relazioni
Abbiamo visto quanto la conoscenza di sé e delle relazioni, abbiano un ruolo fondamentale nel cammino spirituale. “La conoscenza di se determina la qualità di ogni relazione… il dono (di Gesù) della conoscenza di sé ai suoi amici è stato il passo fondamentale nella sua relazione universale con l’umanità attraverso lo Spirito Santo… conoscenza di sé che deriva dalla coscienza dell’unione con suo Padre (Jesus the Teacher within p. 243).
Anche la conoscenza di noi stessi emerge dal silenzio della preghiera contemplativa, nel momento in cui tocchiamo la “mente di Cristo”. Ecco perché sentiamo San Paolo, nella Lettera ai Romani, dire:” Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente”. Le conseguenti intuizioni, quindi, arrivano quando abbiamo lasciato andare il dominio dell’io con la sua illusione di separazione e la sua paura di non riuscire a sopravvivere. Senza i pregiudizi e gli atteggiamenti difensivi dell’ego, possiamo aprirci al Divino, permettendo un rapporto amoroso e fedele con il Divino e un autentico rapporto di fiducia con gli altri.
Questo processo che porta all’unione con il Divino è alla base di tutto l’insegnamento della meditazione: i nostri pensieri, le attività della nostra mente, le nostre emozioni hanno bisogno di essere trascese in modo tale che possiamo sperimentare il nostro vero sé nel Divino, senza impedimenti. Se non vengono trascesi, stiamo solo ingannando noi stessi e stiamo semplicemente fluttuando nella “pax perniciosa” o “pace perniciosa”, così come l’ha chiamata Giovanni Cassiano nel IV secolo d.c. E così, dopo anni di pratica, ci troviamo nella medesima ingannevole costruzione mentale. Dobbiamo opporre resistenza a questo desiderio di perderci in un mondo di sogni.
Una relazione realmente profonda è sempre una relazione di amore. L’unione con il Divino è vissuta come una relazione amorosa. Questa è l’essenza della visione cristiana di Dio: “Colui che ama è generato da Dio e conosce Dio, ma chi è senza amore non conosce nulla di Dio. Perché Dio è amore”. E Maestro Eckhart evidenzia come tutto ciò sia di fondamentale importanza, quando dice: “Qualunque cosa Dio operi, la prima cosa che si diffonde è la compassione.”
Bede Griffiths raccontò di come si sentì smarrito quando si accorse di non essere morto dopo l’infarto. E poi udì una voce che diceva: “Arrenditi alla Madre” ed egli lo fece. Si sentì allora abbracciato come in un “mare di amore”. Le persone che lo andarono a trovare in seguito, dissero che era diventato un’incarnazione dell’amore – il riservato signore inglese non c’era più.
Quando chiesero a John Main come ci si deve preparare per la meditazione, rispose che dovremmo farlo attraverso dei piccoli atti di gentilezza e bontà. Laurence Freeman dice che l’unico parametro del progresso che stiamo facendo nella meditazione è: “L’amore è aumentato?” – Una crescita nell’amore per se stessi e per gli altri. Come disse il Padre del Deserto Evagrio: “Se ami te stesso, ami tutti gli uomini come te stesso”. Quando scopriamo Dio nel profondo del nostro essere, lo scopriamo ovunque.
Questo è il fine della vita spirituale. Ma Evagrio ammise che non si trattava di una via semplice: “Un anziano disse, ho speso vent’anni a combattere per vedere tutto come se fosse solo uno.” Il suo consiglio circa il comandamento cristiano ad ‘Amare il prossimo tuo come te stesso’, una delle cose più difficili da acquisire realmente, era: “Non è possibile amare tutti i fratelli nella stessa misura. Ma è possibile unirsi a tutti in un atteggiamento che va oltre la passione, vale a dire, privo di risentimento e di odio”.
Kim Nataraja
–
Foto di Laurence Freeman







