Un grande atto di fede
Vedere la realtà così come essa è veramente, o almeno liberarsi progressivamente dai nostri filtri, è un grande atto di fede. È veramente espressione del volto fiducioso della fede, perché gli attaccamenti alle credenze ed ai rituali radicati nelle nostre tradizioni (più che le credenze ed i rituali stessi) diventano una sicurezza falsa e che falsifica. Così molte persone profondamente religiose provano avversione o antipatia per la meditazione, perché essa sembra minare (e di fatto lo fa) i confini sicuri che proteggono la nostra visione del mondo ed il nostro crederci differenti e superiori agli altri.
La via della fede, ad ogni modo, non è una miope adesione ad un determinato punto di vista e ai sistemi di credenze e rituali che lo esprimono. Questo ne farebbe una ideologia o un settarismo. La fede è un percorso di trasformazione che ci chiede di metterci in cammino, attraverso e oltre i nostri schemi di credenze e osservanze esteriori – senza tradirli o rifiutarli, ma neanche rimanendo intrappolati nelle loro espressioni. San Paolo ha parlato della Via della salvezza con un inizio ed una fine nella fede. La fede è dunque aperta e senza fine, fin dall’inizio del cammino dell’uomo. Naturalmente abbiamo bisogno di una struttura, di un sistema e di una tradizione. Se rimaniamo concentrati stabilmente su essi, il processo del cambiamento avviene e la nostra prospettiva sulla Verità si amplia costantemente.
Brano tratto da “Dearest Friends,” Laurence Freeman OSB, Newsletter of the World Community for Christian Meditation, Vol 32, No. 3, September 2008, p. 4.







