Venerdì – quarta settimana di Quaresima 2019

Giovanni 7, 1-30

Dopo questi fatti Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne; Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto. Intanto alcuni di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Allora cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora.

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Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato.

Nel lungo movimento verso l’auto-consapevolezza, gli esseri umani sono arrivati a riconoscere diversi livelli di coscienza. Sembra che i cani sognino, ma non sembrano interessati alla differenza tra lo stato di veglia e quello di sogno. Siamo cresciuti nella consapevolezza di diversi tipi di conoscenza e operazioni della mente. Se tutta questa evoluzione della coscienza ci abbia resi migliori dei cani e degli dei che adoriamo, o che cosa significhi, è un’altra questione.

Forse dobbiamo fare due passi avanti e un passo indietro. Voglio dire, mentre cresciamo nella consapevolezza , abbiamo bisogno di ricordare direttamente la differenza tra i livelli di coscienza. Per noi e le nostre relazioni è importante distinguere tra sogno e realtà. In una cultura satura di media da cui siamo facilmente dipendenti con i nostri dispositivi ci priviamo di gradi ordinari di pace – figuriamoci della “pace di Dio che supera ogni intelligenza” – è cruciale che ricordiamo l’esistenza di un livello di pura coscienza. Questo è il motivo per cui andiamo nel deserto, ogni giorno, a fare il lavoro del silenzio. “Abbandono”, come diceva Giovanni Cassiano nel V secolo, “tutte le ricchezze del pensiero e dell’immaginazione”, troviamo la via regale verso la povertà dello spirito – il distacco e la capacità di godere e comprendere senza possessività e le illusioni che porta. Il significato della Quaresima e la meditazione quotidiana

Socrate raccontò di uno studioso che si avvicinò ad un re egiziano con un nuovo meraviglioso prodotto chiamato scrittura. Sosteneva che avrebbe ampliato i ricordi delle persone: “la mia scoperta fornisce una ricetta per la memoria e la saggezza”, ha affermato. Il re era troppo intelligente per iscriversi immediatamente ad un abbonamento a questo nuovo meraviglioso mezzo. Ha concluso che l’invenzione avrebbe dato l’effetto opposto perché “la gente smetterà di esercitare la memoria”. Invece di attingere direttamente da se stessi, arriveranno a dipendere dai “mezzi dei segni esterni”. Sembra una persona moderna che si lamenta che con Google e calcolatori elettronici abbiamo perso l’abitudine alla memoria, al lavoro mentale e all’arte dell’apprendimento.

È difficile essere completamente convinti di questa posizione estrema, soprattutto perché le parole di Socrate dovevano essere scritte dal suo allievo per raggiungerci oggi. Ma le differenze tra conoscenza diretta e indiretta non sono mai state più importanti da affrontare. Comunque un meraviglioso documentario sulla natura alla TV non è lo stesso del vero trekking. Discutere della meditazione o fare ricerche sui suoi benefici non equivale a meditare. Venire a un’esperienza di Dio attraverso idee, simboli o rituali ha un valore immenso. Siamo più deboli senza questo linguaggio. Ma per sapere che “Io conosco Dio perché sono venuto da Dio ed è stato Dio che mi ha mandato” è una forma di conoscenza che non può essere digitalizzata in un sistema binario o anche dalla scrittura più bella.

 Laurence Freeman