Venerdì dopo le ceneri – Quaresima 2021

Venerdì dopo le ceneri

Martedì si è svolto online il secondo dei seminari mensili sulla salute, organizzati a Bonnevaux e condotti dal dottor Barry White. L’evento ha avuto un ampio seguito grazie alla concezione profonda e integrale del Dottor White sul significato di salute e, senza dubbio, anche per l’ansia e la curiosità delle persone rispetto al loro benessere fisico e mentale in questa pandemia. Il Dottor White mette la meditazione al centro del suo modello di salute, e le conferisce un ruolo unificante dei diversi aspetti di cui parlerà nelle prossime conferenze quali il sonno, l’esercizio fisico, la dieta e il dolore.

Il pensiero di Barry su questo tema si è evoluto negli anni e ne stiamo ricevendo i benefici ora. Il modo di pensare di alcune persone su un argomento salta da un ramo all’altro ma rimane sempre allo stesso livello. Il suo invece va costantemente più in profondità e mostra il sistema di radici che supporta l’intero albero della conoscenza. Questa volta sono stato colpito soprattutto dalla sua intuizione, basata sulla visione di John Main, secondo cui per trascendere i nostri limiti dobbiamo prima accettarli. Barry ha applicato questo concetto alla salute personale. A volte, dobbiamo semplicemente accettare le nostre infermità del corpo, della mente o del carattere, accettare anche la nostra mortalità. Eppure misteriosamente questa accettazione rivela nuove risorse e modalità di guarigione e, con essa, arriva anche una visione personale unica del significato della sofferenza.

Il modo migliore per imparare queste cose è attraverso l’esperienza che ci permette di interiorizzare la conoscenza che produce, in modo da non poterla dimenticare. Non sono solo gli eventi drammatici a fare questo, ma anche piccole cose fastidiose, come ad esempio quelle che continuavano ad accadere alla mia connessione Internet ogni volta che parlavo. Fino a quel momento, il wifi sembrava reggere; ma ogni volta che parlavo, la notifica minacciosa “La connessione è instabile” lampeggiava sullo schermo, come un messaggio che era sfuggito dal buco nero al centro del Cloud. Ogni volta speravo per il meglio, ma inevitabilmente la connessione si interrompeva, le mie parole evaporavano nell’etere e dovevo aspettare per vedere se e quando la connessione si sarebbe riavviata, cosa che è sempre successa. Non ero così instabile interiormente da scaraventare a terra il portatile, ma alla decima interruzione, il quarto dei frutti dello spirito (la pazienza) era difficile da trovare. A quel punto, ho capito che non c’era altro da fare se non accettare le limitazioni imposte, chiunque fosse, se mai ci fosse stato, il responsabile. Ho capito subito che dovevo scegliere tra audio e video e giustamente ho scelto di essere ascoltato piuttosto che essere visto. La lotta con la frustrazione e l’impazienza per il momento era finita.

Una volta un giovane mi ha detto che aveva cercato senza successo e a lungo il suo personale “Perché?”, ma che la meditazione gli stava insegnando a convivere con i suoi fallimenti nel trovarlo. Era sicuro che un giorno l’avrebbe trovato, ma non nel modo in cui si era immaginato.

Sprecheremmo la Quaresima se la trattassimo solo come un modo per impegnarci di più, accrescere la nostra forza di volontà e riuscire ad arrivare meglio ai nostri “perché personali”. Una Quaresima contemplativa richiede – così come la comprensione della salute che stiamo esplorando nei seminari – una pratica contemplativa centrale e regolare. Essa ci rende capaci di apprendere. Impariamo che combattere i nostri limiti con l’ego semplicemente intensifica l’ego. Accettarli con un vero amore per se stessi li trasforma invece, in un ponte che va oltre l’ego, in un amico che supererà future incomprensioni.

Laurence