Venerdì di Quaresima – Quinta Settimana

L’uomo ha sempre visto il mondo secondo grandi cicli naturali. Tutto ciò che è stato, sarà nuovamente, dice uno dei Libri Sapienziali della Bibbia.

Le stagioni ruotano come le costellazioni, prevedibili e rassicuranti per coloro che ne stanno al di sotto e sperimentano il cambiamento e la mortalità. La ripetizione è però una lama a doppio taglio: confortante nella sua prevedibilità, noiosa nella sua ripetitività. Cerchiamo quindi di ottenere il meglio da entrambi gli aspetti, cercando il cambiamento quando può realizzare meglio i nostri desideri e attaccandoci allo status quo perchè, per quanto incompleto, è ciò che conosciamo meglio.

Probabilmente la maggior parte della storia e delle nostre vite trascorrono a cercare la quadratura di questo cerchio.

Il ciclo della natura è il giro di basso. Ma sulla base di questo prepariamo le variazioni creative che ci offrono la libertà da tutta la sua monotonia. Una volta che abbiamo liberato lo spirito della creazione ci sentiamo connessi alla fonte della ripetizione ciclica che non è mai noiosa ed è sempre nuova. L’esperienza di Dio come l’ispirazione di tutto ciò che esiste è, in definitiva, lo scopo di tutti gli sforzi e desideri umani, anche quelli più illusori e volgari. Come le grandi migrazioni in natura che avvengono in modo costante intorno a noi, cerchiamo continuamente casa perchè è là dove possiamo essere realizzati e in pace, sicuri e capaci di sviluppo.

“Il Padre è in me e io sono nel Padre”.

Durante il pellegrinaggio, nel grande esodo dall’oppressione dello spirito, comprendiamo che portiamo la casa dentro di noi e che compiamo progressi verso questa secondo cicli di scoperta e espropriazione, di trovare e perdere. Nell’esodo quotidiano della nostra meditazione giriamo la ruota della preghiera che ci porta sempre in qualche luogo diverso.

Laurence Freeman OSB