Venerdì di Quaresima – Quarta Settimana

Il corpo non mente e non dimentica mai. La mente – è difficile dire cosa pensi veramente dato che funziona a così tanti livelli che a malapena comunicano tra di loro.

E la mente, come vediamo in coloro che scivolano nella demenza senile, può velocemente diventare assenza di mente.

Allora come mai supponiamo che la mente possa portarci più vicina alla verità di quanto non possa fare il corpo? Soltanto a causa dell’illusione che la verità sia astratta, incorporea. Betlemme e il Deserto della tentazione di Gesù, la Croce e la Resurrezione eliminano l’inganno rispetto a tale idea. In questo momento siamo ancora nel deserto, resistendo alle tentazioni della mente sull’astrazione e l’illusione (il potere, la notorietà, il controllo, possedimenti, di cui l’ego è innamorato). Stiamo imparando a praticare la disciplina fisica in modo da essere liberi dall’attaccamento ai desideri secondari che prendono il posto dei nostri desideri più profondi.

In questo modo impariamo a capire e accogliere quel vero desiderio che è soddisfatto dal semplice essere accettato, e mai dall’aggrapparsi all’immagine della sua soddisfazione. Soltanto affrontandolo nella vacuità della nostra incompletezza e del nostro desiderare, arriviamo a quella povertà dello spirito che porta l’arricchimento supremo. Soltanto lasciando andare il desiderio possiamo realizzarlo.

Eppure le vecchie abitudini sono dure a morire, come la Quaresima, al punto in cui ora è arrivata, ci ha insegnato molte volte. Come gli israeliti scoraggiati nel loro cammino attraverso il deserto, ricordando i giorni della loro rassicurante schiavitù: Ci ricordiamo il pesce che mangiavamo in Egitto gratuitamente, i cetrioli, i meloni, i porri, le cipolle e l’aglio. Il problema è che che loro -come noi- stanno abitando nella memoria, non nel presente, quando diventiamo incorporei e pensiamo soltanto al mondo materiale.

Quanto più pienamente riusciamo ad essere nel momento presente e meno immaginiamo, tanto più vediamo. Questo è il motivo per il quale nella meditazione, come nell’Eucarestia, mangiamo e beviamo qualcosa di reale. E questo è il motivo per il quale sia la postura del corpo che l’attenzione della mente sono importanti nell’imparare a meditare.

Laurence Freeman OSB