Terza Domenica di Avvento 2013

 Riflessioni di Avvento: Il cammino verso Natale

La parola ‘eucarestia’ significa ‘rendere grazie’.

La prima lettura di questa domenica, da Isaia, ci dice che la terra arida si rallegrerà e la steppa fiorirà. Ha un suono profondamente biblico ma forse disgiunto dal nostro panorama emotivo. Fin quando riflettiamo sul fatto che il segreto per accendere la corrente della gioia è il dono di sé. Cosa altro spalanca di più il nostro cuore oltre le forze dell’egotismo, della tristezza e dello scontento se non la scoperta di poter dare ad un altro il nostro sé ?

Magari ci siamo convinti che è impossibile. Sono troppo chiuso dentro la mia storia e la mia personalità per riuscirci. Oppure, ‘ho provato una volta e mi sono fatto talmente male che è meglio non rischiare di nuovo’. Se Natale significa qualcosa è grazie alla certezza basata sulla più alta autorità che il dono di sé è veramente possibile e, in realtà, necessario.

La teologia è importante – Dio ha dato se stesso, si è riversato in un limitato contenitore umano. Senza compromettere l’integrità del contenitore, la vita divina diffusa attraverso Gesù ha illuminato la reale capacità e il significato dell’esistenza umana. Gesù ha dato se stesso al mondo anche in modi umani – con amore, verità, integrità. Non soltanto alla sua famiglia e ai suoi amici più vicini – dai quali, come tutti, ha cominciato – ma a tutta l’umanità in cerchi di amore in costante espansione.

Nella meditazione facciamo esperienza dell’effetto domino di questo avvenimento – dentro e fuori dal tempo – sulla sponda della nostra identità. Attraverso questa esperienza la teologia diventa reale. Cominciamo a vedere che le pareti soffocanti del nostro individualismo si stanno trasformando. Forse un giorno saremo completamente liberi di donare pienamente noi stessi come fa Dio, e allora capiremo cosa vuol dire – come dicevano i primi maestri – ‘Dio si è fatto uomo così che gli esseri umani possano diventare Dio’.

Laurence Freeman OSB