TABLET Settembre 2013

Le prime impressioni sono spesso giuste, ma a volte devono essere rettificate.

 

In Myanmar, paese che ho visitato recentemente per la prima volta, la mia impressione è stata quella di un popolo e di una cultura insolitamente contemplativi.

Con tutti i gruppi che ho incontrato – parrocchiani, studenti, bambini, clero, religiosi – ho seguito il solito schema: discorso, meditazione e discussione. Finito il tempo della meditazione, suonavo una campana e leggevo qualche parola del Vangelo. A questo punto in molti altri paesi tutti hanno gli occhi aperti e maneggiano il cellulare per vedere quali messaggi hanno perso. Ma in Myanmar ciascuno continuava a meditare, fermo, silenzioso e raccolto, ed io ho dovuto dire “ora aprite gli occhi”.

La capacità di meditare dei bambini birmani era assolutamente impressionante. In quasi tutti i luoghi in cui vado, i bambini apprezzano l’opportunità di stare fermi e silenziosi. “E’ l’unico momento che ho per stare tranquillo”, diceva un bimbo inglese di nove anni in una scuola cattolica, una delle 250 scuole dove alunni ed insegnanti meditano ogni giorno. In Myanmar i bambini erano naturalmente predisposti, sedevano sul pavimento e adottavano una posizione corretta, felici di meditare per più di un minuto per ogni anno di età, secondo quel che stabilisce la nostra regola.

Si potrebbe dire che questo non è sorprendente  in un paese buddista al 90% e dove il simbolo spirituale onnipresente è la figura di un pacifico Budda con gli occhi chiusi, con la schiena eretta, irradiante serenità.

Molti Cattolici qui si sentono portati ad una più profonda preghiera contemplativa e spesso si recano ad un centro buddista locale dove si insegna meditazione. Essi, come anche i monaci buddisti che ho incontrato, apparivano sorpresi nell’apprendere che esiste una via cristiana alla meditazione.

I Cattolici erano contenti di capire come potevano integrare questo con i loro altri modi di preghiera.

I vescovi e i sacerdoti stanno introducendo un momento di meditazione dopo la comunione durante la messa per familiarizzare le persone con questo aspetto della preghiera cristiana. Alcune associazioni cattoliche come la Legione di Maria intendono ora iniziare i loro incontri con la meditazione.

E’ ingenua l’impressione che mi sono fatto, di un popolo orientato alla contemplazione ? E, nel caso, come deve essere modificata ? L’impressione è giusta, in realtà, perché questa cultura, come altre di società “in via di sviluppo”, è ancora, contrariamente alla nostra, non distratta. “Sviluppato” può significare molte cose. Ma spesso include la perdita di qualità umane essenziali, quali la capacità di stare seduti fermi con una mente silente e di essere consapevoli della nostra vera natura, e di Cristo in essa.

La mancanza di uno sviluppo socio-economico in Myanmar mostra però il lato buio della situazione. Nel 1960 la giunta militare che isolò e sfruttò il paese proclamò il Buddismo religione di Stato; sei anni più tardi espulse i missionari cristiani. Cinquanta anni di repressione hanno inasprito i punti di frizione in una società che ospita otto minoranze etniche. La prospettiva universalista del Buddismo è stata politicizzata e corrotta, favorendo l’esempio bizzarro del monaco razzista Ashin Wirathu. La sua campagna contro i Mussulmani, che costituiscono solo il 5% della popolazione, è simile a tutte quelle campagne d’odio che portano all’identificazione di un capro espiatorio, così attrattive per molti.

Così, nessuna ingenuità è lecita di fronte al fascino dei monaci bambini buddisti – Wirathu prese la veste monacale da bambino e lasciò la scuola a quattordici anni – o all’idea che tutti i Buddisti meditino ad un livello superiore. Egli chiama persino il suo movimento “969” dal numero delle virtù del Budda.

Dure lezioni di religione e politica – e  circa il ruolo svolto dalla contemplazione nel controllare gli istinti violenti in noi tutti.

Gestire i propri sentimenti sull’orlo della violenza, così che parole infuriate non si trasformino in una scarica di pugni, questo sottende all’arte della pace. Nelle sue parole a Caino, Dio richiama la nostra attenzione su questa cruciale zona di confine: “Il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo”. Il passaggio dalle parole alla forza fisica comincia con l’immobilità, il controllo dei propri pensieri, a guardia del cuore contro il demonio ed il suo seducente splendore. La violenza sollecita le stesse corde impazienti della sensualità.

I Cristiani (4% della popolazione) sono quasi sommersi dalle minoranze etniche. I Cattolici (1%) sono una minoranza di una minoranza di una minoranza: un lievito.

L’equità delle società si dimostra con il riguardo che esse riservano alle minoranze. Una minoranza giusta testimonia la sua attenzione per le minoranze più piccole. A parte la meditazione dei bambini, la grazia più grande è stata visitare gli orfanotrofi e la casa con 200 andicappati fisici e mentali gestiti da gioiose suore cattoliche. Il lebbrosario era troppo lontano nella giungla perché io potessi visitarlo. Nessun’altra istituzione religiosa o civile simile esiste in Myanmar.

Papa Francesco chiama la chiesa ad una missione di contemplazione in azione. Io spero che i suoi consiglieri politici gli permettano di accogliere l’invito dell’episcopato birmano durante il suo viaggio in Asia nel prossimo anno. Egli si renderà conto di come il vangelo dei poveri è testimoniato in questo paese allo stesso tempo agitato e pacifico da una profonda spiritualità che fiorisce in benevolenza.

Laurence Freeman OSB