Tablet marzo 2013

Intervallo i miei programmi con momenti di ritiro, in solitudine, sulla riva  dell’oceano Atlantico in Irlanda.

Il tempo oscilla tra il blu dell’Egeo  ed il grigio dell’Artico. La gente parla del tempo del giorno come una forma di terapia reciproca, non solo per  far conversazione. Rivela il tuo stato d’animo e come gestisci le cose.

Bere Island una volta aveva un’ importanza strategico militare – ironia della sorte, per la difesa della Gran Bretagna – contro gli spagnoli e poi i francesi. La base militare è ormai un rudere spettrale e, sono felice di poter dire che, nonostante le spese enormi nel corso dei secoli, nessun colpo è stato mai tirato qui con cattiveria. Quando i soldati se ne sono andati  l’area è rimasta selvaggia.

Una zona selvaggia non ha bisogno di grandi distese per rivelarsi. Devi sapere dove trovarla, tuttavia, e come riconoscerla. L’isola ha una distesa selvatica piccola, ma infinita sul lato esposto verso il mare dove io vado  spesso durante i miei ritiri. Sembra che io e le pecore l’ apprezziamo più della maggior parte degli altri abitanti dell’isola.

Ma nessun uomo è un’isola. San Pier Damiani,  un eremita occasionale, ha scritto una volta (nel XI  sec.),  sul se e perché un eremita dovrebbe dire ‘Dominus vobiscum’ pur avendo celebrato la messa da solo. La sua conclusione fu: Nessun fratello che vive da solo in una cella abbia paura di pronunciare le parole che sono comuni a tutta la Chiesa; perché anche se è separato nello spazio dalla congregazione dei fedeli  è comunque unito a tutti loro dall’amore nell’unità della fede; anche se sono assenti nella carne, sono vicini nell’unità mistica della Chiesa.

Consapevole di questo e pensando che la solitudine non significa isolamento, al mattino ascolto a volte le notizie della BBC. Qualche giorno fa ho sentito il cardinale Murphy-O’Connor che parlava da Roma. Aveva  coraggiosamente accettato un’intervista con un giornalista tosto sulle ‘turbolenze’ della Chiesa cattolica. Il cardinale ha ripetuto l’antica formula di rassicurazione (chi veniva rassicurato?) che la Chiesa, a differenza di qualsiasi altra istituzione umana, sarebbe esistita fino alla fine dei tempi. Ciò che era necessario non era,  come il giornalista (e il cardinale Martini) ha insistito, una riforma radicale ma il buon governo. Le domande sulle donne, il celibato , la sessualità e la corruzione finanziaria sono state chiaramente evitate .

Perché questo scambio deludente doveva esser così inquietante qui sul bordo del nulla? Forse la Chiesa ha un’ unità mistica ed è realmente presente in ogni persona, come ogni persona esiste in lei. Sentivo simpatia per il cardinale in pensione che si dibatteva su un terreno così melmoso. Ma ho provato più pena per la situazione della chiesa in genere, situazione per cui Milton una volta ha scritto: Le pecore affamate /alzano il muso, ma non son nutrite,/ e sol gonfie di vento/ e di rancida nebbia,/ putride fansi ed il lor mal si spande /

I media erano estasiati dai rituali attentamente orchestrati del conclave. I cattolici si sentono temporaneamente rassicurati dalla pompa e dagli eccentrici cimeli di epoche passate come il piccolo camino e la sua fumata bianca o nera. Forse il mondo piatto che abbiamo portato alla luce ha bisogno di essere un po’ ri-incantato da queste cose. Ma quando l’inaffondabile Titanic ha urtato l’iceberg gli ingegnosi rituali  della navigazione si son dovuti arrendere alla pura e semplice capacità marinaresca. (Naturalmente, l’analogia è sbagliata, perché la Chiesa è inaffondabile – nel tempo).

La gente in tutto il mondo prova tristezza e disgusto per i disordini ecclesiastici e la negazione gerarchica della realtà. Non c’è dubbio che alcuni dei Cardinali in porpora e molti grandi vescovi  locali sentono lo stesso. Queste crisi ci rendono consapevoli di cosa veramente comporti  amare una persona anormale o portatrice di handicap; così come ci fa vedere l’enorme potenziale tragicamente irrealizzato della Chiesa nel portare aiuto al pianeta e ai sei miliardi di anime al di là suo ancora maggior disordine globale.

Forse ciò di cui i leader hanno bisogno è una breve esperienza nella natura selvaggia. Servirebbe a ricordar loro  che il modo per guarire dall’ ‘individualismo’ e dalla paura di parlar chiaro  non è quello di chiudersi dietro le porte sprangate dell’ortodossia, ma quello di riscoprire il significato della preghiera. Non è, prima di tutto, la ‘preghiera della Chiesa’ oppure ‘la mia preghiera privata’, ma la preghiera di Cristo che sgorga negli individui e li trasforma in comunità. Ecco cosa  la solitudine rinvigorisce come nessun altra esperienza.

E’ per questo motivo che ho voglia  di chiedere ai duecento abitanti di Bere Island, molti dei quali ancora vanno in chiesa, specialmente in occasione di qualche anniversario, se volessero prendere in considerazione l’idea di ospitare il conclave per l’elezione del papa. La piccola Chiesa sostituirebbe la Cappella Sistina. E, per una cifra modesta, potremmo fornire jeans e stivali di gomma per le escursioni nella vicina area selvatica durante le quali, comunque, non sarebbe assolutamente permesso parlare.

Laurence Freeman OSB