Sabato, terza settimana di quaresima

Fare il punto delle nostre priorità non è mai una perdita di tempo. Ma da dove cominciare? Dal basso, il terreno su cui è costruita la casa della vita, e dal cuore, da cui proviene ogni crescita: la relazione.
Le relazioni sono il terreno sacro della vita umana. Dobbiamo toglierci le scarpe, quando rivolgiamo la nostra attenzione ad esse: essere semplici, umili e sinceri. Coltiviamo relazioni felici, che ci danno sostegno, amicizie e intimità da cui essere benedetti? oppure le diamo per scontate e perdiamo il contatto con la loro vita interiore? E, per essere realistici, se non abbiamo le relazioni che vogliamo e di cui abbiamo bisogno, e se abbiamo relazioni danneggiate, alcune in crisi o asfittiche, dobbiamo accorgerci che anche queste sono sacre. Hanno bisogno di attenzione. Ci siamo battuti in ritirata, siamo fuggiti, vediamo le colpe invece che perdonare? Come per le piante, anche le relazioni hanno bisogno di tempo, attraversare le stagioni per morire e, in un modo o in un altro, essere rigenerate. Non c’è relazione al mondo che non sia radicata nella realtà assoluta. La chiamiamo Dio. Non è matematica o filosofica, ma personale. Essere le persone che siamo e relazionarci agli altri, dipende dalla capacità di vedere dentro la natura personale della realtà. Senza una relazione viva con il Dio vivo (nominato o innominato) abbiamo solo sogni, ricordi e riflessioni.

Ecco perchè ogni buon inventario della vita comporta una valutazione della vita spirituale. Qui, le relazioni con gli altri, in Dio che è la base comune, convergono con la conoscenza e l’accettazione che abbiamo di noi stessi. Quanto sarebbe conveniente per l’ego, se potessimo dividerle in compartimenti, senza la dolorosa consapevolezza che saremmo falsi nei loro confronti.

La vita spirituale si nutre di tempo e di pratica, pensando e studiando al massimo delle nostre capacità, lavorando in modo generoso, e condividendo il percorso con gli altri, scambiandoci sostegno e insegnamenti. Riceviamo donando e, qualche volta, diamo quando riceviamo. Per il meditatore, la pratica di stare seduti in silenzio è la chiave, la prova del nove che ci mostra dove realmente siamo: vedere la vita come un viaggio spirituale o vedere la spiritualità semplicemente come un elemento dei tanti nel mix e secondo i nostri termini, qualcosa per cui dobbiamo trovare tempo e la prima cosa da abbandonare quando abbiamo troppo da fare.

E così un inventario della vita mette in luce i veri valori che danno significato alla vita: questa è la cosa più importante. Stiamo festeggiando ciò che c’è da festeggiare, soffrendo là dove c’è da soffrire, condividendo tutto quello che possiamo? Se è così, saremo toccati dalla pace che va al di là di ogni comprensione, la forza che ci porta attraverso le molte morti della vita e la folle e divina Speranza che rimuove la paura e la negazione di sé. Questo è più che sufficiente per farci attraversare la crisi del Coronavirus.

Stiamo preparando un programma che potrete trovare utile. Andate nel sito internazionale (www.wccm.org) o nel vostro sito nazionale.
Qui, ad esempio, troverete la raccolta di tutti gli audio e i video http://www.wccm.org/media-page/.

Laurence Freeman