Sabato – Quinta settimana di Quaresima 2021

Sabato 27 marzo 2021 – Q27uinta settimana di Quaresima 

Vangelo Gv 11: 45-56. Per riunire insieme i figli di Dio dispersi …

Ci piacciono gli eroi e ne inventiamo costantemente di nuovi. Sullo schermo, in politica o nelle nostre vite personali idealizziamo le sfortunate vittime dei nostri desideri eroici. Non crediamo di essere noi stessi degli eroi: ci conosciamo troppo bene, ma per dare un senso alla vita dovremmo cercare di vedere il mito eroico che si manifesta nell’esperienza di tutti. La Quaresima potrebbe non averci fatto sentire come dei supereroi spirituali, si spera, ma per capire il racconto Pasquale in cui ri-entriamo tra poco dobbiamo capire questo archetipo. Il Gesù crocifisso sembra una strana scelta come eroe, se non come una sorta di antieroe che si fa notare per il suo fallimento. Ma certamente non un Superman.

Il mio eroe preferito è Gilgamesh (2000 a.C.), re di Uruk in Mesopotamia. Lo incontriamo nella più antica opera letteraria. Come noi, è due terzi dio e un terzo umano. Poiché è un sovrano dispotico, gli dei inviano un uomo selvaggio, Enkidu, per correggerlo. Combattono. Gilgamesh vince, ma insieme stringono una perfetta amicizia. Partono per missioni eroiche e, così facendo, fanno arrabbiare gli dei che prendono la vita di Enkidu. Gilgamesh parte per un viaggio solitario e pericoloso alla ricerca del segreto della vita eterna. Fallisce ma gli viene insegnata la saggezza della mortalità: “La vita, che cerchi, non la troverai mai. Perché quando gli dei hanno creato l’uomo, hanno lasciato che la morte fosse dalla sua parte e la vita trattenuta nelle loro stesse mani”. Gilgamesh ritorna a casa, più saggio, più umile e un sovrano migliore.

Tre elementi essenziali del significato eroico si riflettono in questa storia di Gilgamesh: la separazione, l’iniziazione e il ritorno. I Superman ci distraggono dal significato eroico che nobilita anche la vita apparentemente più ordinaria. Esprimono un’enorme espansione dell’ego, la fantasia del potere e del dominio. Non sono insegnanti e rivelatori della nostra verità, ma fantasie mascherate che richiedono adorazione. Come gli antichi dei, che assumono continuamente nuove forme nelle culture umane, ci dominano e ci sfruttano ma sono co-dipendenti dalle offerte che portiamo. Senza la nostra adorazione e sacrifici svaniscono come vecchie star del cinema.

Gilgamesh ci aiuta a capire la storia della Pasqua se vediamo che Gesù non è un supereroe o un dio; ma mostra cosa significa la vita umana in modo più completo di qualsiasi mito od opera di fantasia. Eppure, come ogni essere umano che scopre chi è, da dove viene e dove sta andando, Gesù si separa progressivamente. Alla fine, si stacca del tutto. A ogni grado di separazione che patiamo, passiamo anche attraverso un’iniziazione. La morte è l’ultima iniziazione. Ci riprendiamo – ritorniamo – dopo ogni ciclo. Il ritorno definitivo che trascende il processo ciclico è la Risurrezione.

Gesù non richiede l’adorazione come un eroe, perché illumina eroicamente la comprensione di noi stessi.

Laurence