Sabato della Seconda Settimana di Quaresima 2014

 ‘O felix culpa – O felice colpa di Adamo!’,

canteremo nell’oscurità della notte del Sabato Santo, oppure come Madre Giuliana dice, “il peccato è necessariamente”, volendo dire che è utile. Finchè non vediamo cosa significa rimaniamo bloccati in una trappola auto-referenziale di peccato, lo sterile ciclo dell’ego all’interno del quale tutto il successo danneggia sé stesso e ci neghiamo il semplice obiettivo della felicità che cerchiamo. Ma, una volta che comprendiamo il significato dei nostri tristi limiti, la consapevolezza inizia ad espandersi a partire da un centro che fino a quel momento ignoravamo esistere. Il solido muro di mattoni diventa come il binario 9 e 3/4. Per arrivarci dobbiamo correre direttamente contro il muro tra il binario 9 e il 10*. John Main dice che questo è il “rischio implicito in tutto l’amare” perchè dobbiamo mettere a rischio noi stessi, non soltanto la nostra felicità e sicurezza, ma la nostra esistenza stessa e “senza una garanzia pre-confezionata che l’altro apparirà”. Paradossalmente, soltanto allora possiamo amare noi stessi in modo maturo. Fino ad allora stiamo soltanto cercando un’auto-realizzazione di speranze e desideri. Da quel punto in poi – risvegliati dalla felice scoperta del “peccato” – scopriamo che l’amore di sé significa più di questo. Riguarda la scoperta che, proprio come il mondo è più di quanto non appaia, la stessa cosa vale per noi. 

Laurence Freeman OSB

 

* (riferimento al binario per il castello di Hogwarts in Harry Potter – NdT)