Rilessioni di Quaresima Martedì della Settimana santa 2015

Giovanni 13:21-33,36-38: Ed era notte

Oggi ci viene chiesto di porre l’attenzione su ciò che accadde all’ultima cena. E’ un chiaroscuro – il crudo scontro tra oscurità e luce. Vengono gettate ombre profonde.

Le ombre si formano quando la luce incontra un oggetto opposto che si rifiuta di essere – o non può essere – trasparente. Questa resistenza è l’ego e il povero Giuda è diventato il suo simbolo universale. Con il cuore pesante Gesù vede e dice ai suoi compagni che sarà tradito. Sa che la sua fine deve implicare il rifiuto totale e l’abbandono. Non dicono “mai”. Chiedono “chi?”. Ognuno spera di non essere lui.

Solo il giovane Giovanni, colui che “Gesù amava” e che rimase ai piedi della Croce, potè osare chiedergli “chi?” Gesù dà un pezzo di pane – è prima o dopo le sue parole di consacrazione (che non accade nel racconto di Giovanni)? – a Giuda. Poi Satana entra in Giuda. Ed “era notte” per questa felice congrega di discepoli, questa meravigliosa comunità di ideali che sta per esplodere. “Satana” significa il rifiuto, il rigetto, la solida resistenza al potere della luce che si riflette nelle ombre oscure. Nella storia cristiana successiva è chiamato l’Anti-Cristo perchè sembra accettazione e reverenza ma di fatto è quanto di più opposto a ciò che si possa avere.

Coloro nei quali entra Satana, in questo senso, non lo sanno nemmeno. Questo è il motivo per il quale è così terrificante e sinistro e pericoloso. La corruzione del migliore è la peggiore e il peggiore troverà sempre un modo di giustificarsi o celebrarsi. Il tradimento è orrendo e si metterà sempre il trucco addosso. Ma tuffati in quest’ombra e troverai una luminescenza strana. Rumi potrebbe averla vista quando disse che tu sei l’amante dell’Amore e nella ricerca di Amore, prendi una spada affilata e tagli la gola alla timidezza.

Nel momento gravoso, tuttavia, l’unico modo per proteggerci da questa massiccia auto-illusione è di essere intimi con la verità, di appoggiare la nostra testa sul suo petto. Per permetterci di essere colui che la Verità ama. Questo riposare, questo permettere a noi stessi di essere amati, questa intimità con il maestro che da solo dissolve l’ego, è il significato della meditazione nella fede cristiana.

Laurence Freeman OSB