Rilessioni di Quaresima Martedì della Quarta settimana di Quaresima 2015

Giovanni 5:1-16: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina».

 

L’uomo che viene guarito in questa storia si lamenta che nessuno lo ha aiutato ad entrare nella piscina magica quando l’angelo agitava le acque. Ha spettato lì per trentotto sterili anni: il tempo durante il quale, in base al Deuteronomio, gli Israeliti hanno vagato nel deserto.

Qual è il simbolismo di questo? Ci sono problemi, blocchi, inibizioni all’interno di noi stessi, nel nostro carattere, nella nostra vita che sono con noi da quando abbiamo memoria? Cose che abbiamo rinunciato a superare ma che ancora ci provocano rimpianto, ci fanno lamentare o dispiacere per noi stessi? La causa del problema tuttavia, per quanto possa essere storia passata, posta profondamente nei primi strati della nostra vita, è collegata e alimentata dagli effetti della tristezza o della rabbia che ha prodotto.

Quindi, siamo trattenuti in un doppio movimento a tenaglia: di un trauma storico e di un continuo stress post-traumatico in corso. Il passato è straripato e ha lasciato senza poteri il presente, così come un virus invade un computer e rallenta tutte le funzioni operative. Siamo tenuti prigionieri e ci sembra che nessuno voglia o sia capace di aiutarci.

Lo spirito non può tollerare una tale situazione e un tale spreco. In presenza anche di una minima opportunità, anche un breve incontro accanto ad una piscina magica, pervade la persona e si dirige sul problema e dice “alzati e porta quel dannato giaciglio con te”.

Laurence Freeman OSB