Quinta Domenica di Quaresima

In una delle splendide giornate delle Highland, con un cielo luminoso come gli occhi di un bambino,

abbiamo sepolto Rosie accanto a suo marito e ai figli che l’avevano preceduta. Una cornamusa ha fatto strada dal portone della chiesa alla tomba. Il rito era informale, parte dell’esperienza di fede al di là delle credenze della famiglia, e quindi non aveva bisogno di essere deliberatamente spiegato. Le parole e i gesti significavano più di di quanto non venisse detto in senso letterale. Per alcuni momenti si è aperto uno spazio che ha permesso alla morte e alla vita di intrecciarsi e, guardando attentamente quella luce limpida, è stato possibile vedere cosa ci fosse aldilà.

Pensiamo che la realtà debba essere articolata e registrata nella memoria, per poter essere verificata in un secondo momento. Ma quando sfuggiamo alle connessioni tra i pensieri, la realtà diventa una presenza, o semplicemente presenza. Appena la pensiamo o ci afferriamo ad essa, si dissolve. “Scomparì dalla loro vista”. Ma di nuovo, appena ritorniamo a un modo semplice di essere presenti qui e ora, ritorna in un modo allo stesso tempo delicato e sollecito.

Parlare di ”aldilà” è distorcerlo con i nostri preconcetti. Ciò che vediamo in anticipo deve essere già qui. In una mente completamente libera da oscurazioni tutto è presente.

Le tombe sono qualcosa di molto terreno. Ci ricordano la nostra umiltà, il nostro essere vascelli terreni. In qualunque modo le decoriamo, qualunque grazia naturale o aspetto disgraziato possiedano, questa verità rimane la grande uguaglianza universale. Può sembrare troppo presto, nella quinta domenica di Quaresima, pensare alla Resurrezione; ma di fatto è l’essenza stessa della Quaresima – imparare, prepararsi a vedere e sperimentare la presenza di colui che sorse al di sopra e al di là dei limiti della morte e della rinascita.

La nostra pratica, la nostra meditazione, le nostre vite quotidiane vissute in modo devoto sono tutti modi per purificare le porte della percezione per permettere la visione di fede che ci mostra ciò che è sempre presente. Non possiamo affrontare alcuna morte in fede, inclusa la morte del nostro ego così determinato, senza imparare qualcosa della Resurrezione di Gesù, che è uno come noi.

Laurence Freeman OSB