Mercoledì – seconda settimana di Quaresima

C’è un filone nel ramo più esotico della tradizione ascetica cristiana, nei bei vecchi tempi in cui fare l’asceta voleva dire fare cose come stare in acqua ghiacciata per calmare le passioni mentre si recitavano salmi. Per passioni, si intendeva non solo quelle carnali, ma più in generale tutte le abitudini o gli stati mentali disordinati e squilibrati. Solitamente la moderazione rigorosa sembra essere il modo migliore per reimpostare un sistema, proprio come alcuni paesi usano l’austerità estrema per migliorare l’economia, così alcuni individui preferivano bagni freddi notturni.

Tuttavia c’è un altro elemento in queste storie che le rende meno sensazionali e più significative. Viene spesso descritto che qualcuno ha provato a testare l’acqua in cui gli asceti erano appena stati, per vedere quanto questa fosse fredda ed ha scoperto che, in realtà, l’acqua era molto calda. L’energia della preghiera aveva riscaldato l’acqua. Questo riecheggia anche nei racconti dei monaci tibetani che sull’Himalaya, avvolti in fredde coperte bagnate, sono in grado di riscaldarle con il potere fisico-mentale ed attraverso l’evaporazione fino ad asciugarle.

La maggior parte di noi è un po’ strana, a dire il vero, in modi che non vogliamo rendere pubblici, quindi non dovremmo essere troppo frettolosi nel giudicare o mettere in ridicolo coloro che amano fare queste cose. La maggior parte delle persone non vuole inventarsi e sopportare sofferenze volontarie di questo tipo, anche se queste sono in grado di sviluppare autocontrollo e  resistenza personale. Gli atleti potrebbero sicuramente capirlo meglio. Ma forse in tutto questo c’è comunque una lezione anche per il più convenzionale e, si spera, il più moderato tra di noi.

È il messaggio che attraverso l’accettazione, la resilienza e la forte attenzione alle situazioni difficili le possiamo trasformare radicalmente. La scoperta di una malattia grave può evocare la paralizzante paura della morte, ma poi può condurre, proprio grazie a tale paura, a quell’amore potente che può produrre compassione per gli altri, in cui la paura della morte si dissolve. Una dipendenza distruttiva può minacciare di distruggere la nostra vita e poi evolvere nella scoperta della libertà interiore e della gioia. Anche il più angoscioso sentimento di mancanza, come accade dopo la perdita di qualcuno che amiamo, può gradualmente aprirsi come un fiore in un nuovo tipo di intima presenza. E la morte può portare alla risurrezione.

Più importante della preghiera che chiede che l’inevitabile ci venga risparmiato – chiedendo così una sospensione delle leggi della natura – è la preghiera per sopportare e rimanere desti – ecco cosa è la Quaresima. E più importante di questo, come consigliavano i grandi maestri del deserto, è pregare per il dono della preghiera autentica stessa.

Dobbiamo, tuttavia, imparare a pregare – proprio come  impariamo a camminare o a parlare.

Laurence Freeman