Mercoledì delle ceneri – quaresima 2020

Mercoledì delle Ceneri

 Il vero mistero di noi umani è che siamo così convinti di dover raggiungere chissà quale posto, che manchiamo di renderci conto che ci siamo già arrivati. Non penseremmo a obiettivi e mete, a meno che questi non fossero già attivi nella nostra coscienza personale. Oggi, allora, iniziamo la quaresima dalla Resurrezione.

 Senza la Resurrezione, la quaresima sarebbe un periodo noioso e auto referenziale, in cui ci si dedica al proprio orticello spirituale. Ci preoccuperemmo solo di rinunciare a ciò che ci piace o di applicarci a ciò che ci risulta difficile, nella misura in cui pensiamo che queste cose facciano, in ultima analisi, bene a noi. E forse ci fanno bene, ma è la motivazione quella che conta davvero. Molti oggi, specialmente cattolici, avranno conversazioni su quello che “intendono fare per la quaresima”, spesso con tono umoristico e una leggera competizione religiosa. “Se lui non berrà alcolici durante la quaresima, forse lo dovrei fare anch’io…”. L’insegnamento di Gesù su questo è molto chiaro. Non fate pubblicità delle vostre “opere buone” e ancora “la tua mano destra non sappia che cosa fa la sinistra”. Se questo può apparire come molto complesso e impegnativo, a dire il vero è incredibimente semplice.

Quando la pratica spirituale è segretamente condotta dall’ego (e la maggior parte delle cose lo sono), senza renderci conto scivoliamo nel pensare che il progresso, l’avvicinarsi a Dio, è correlato alla sofferenza e al disagio che ci imponiamo. È come pensare che dobbiamo fare qualcosa di spiacevole per far sì che qualcuno, che già ci ama, possa continuare ad amarci. Non ci sentiamo meritevoli. Non abbiamo fiducia. Cerchiamo di ridurre i rischi. Dio probabilmente si fa una grassa risata quando vede la nostra riluttanza a credere all’ovvio.

Come la meditazione, la quaresima non è esercitare una pressione spirituale nei confronti di Dio o prendere di nuovo controllo del nostro cammino spirituale. Adesso che iniziamo la quaresima, decidiamo, con la più semplice delle motivazioni, se faremo qualcosa o non faremo nulla. (Nella serie TV The Crown, la regina madre dice alla giovane regina che non fare nulla è la cosa più difficile). Il dono oggi è decidersi a credere, in modo più profondo, al dono dell’amore di Dio. Questo è impossibile fintanto che non facciamo esperienza che davvero siamo graditi a Dio.

Proviamo, in questa quaresima, a cambiare quello che rimane della nostra idea di Dio, pagana e distorta dall’io, e prepararci così alla resurrezione vivendo nella nuova luce del Cristo. Le vecchie divinità muoiono, quando viene meno la devozione per loro. Apparivano potenti, ma come le celebrità si nutrono dell’attenzione degli uomini e avvizziscono quando questa viene meno.

Il Dio vero è molto più reale e interessante e infinitamente amichevole. E dunque, fare qualcosa o non fare nulla? Essere semplicemente fedeli alle nostre meditazioni giornaliere e alla semplicità del mantra, mette insieme tutte e due le scelte. (Come diceva John Main “la preghiera è la ascesi essenziale della vita cristiana).

Laurence Freeman