Martedì, quarta settimana di quaresima

L’attenzione è come un muscolo. Se non lo usi – o semplicemente immagini che ti stai esercitando mentre in realtà non lo fai – si atrofizzerà. Le persone che hanno un incidente e rimangono a letto per un periodo prolungato sperimentano quanto velocemente i loro muscoli si indeboliscono. Quando riescono finalmente ad alzarsi, scoprono di non poter più fare le cose più semplici senza grandi difficoltà. La strada per tornare alla mobilità e alla salute potrebbe essere lunga e richiederà sicuramente un regolare esercizio fisico.

Nella nostra cultura sovraccarica e distratta (almeno fino al Coronavirus) possiamo essere così distratti, che non lo sappiamo nemmeno di essere distratti. Questo stato può permanere fino a quando non cerchiamo di prestare attenzione a qualcosa di nuovo e sgradito, come una crisi globale. Ci invade dai siti di notizie nelle nostre famiglie e nella vita quotidiana come una interruzione inevitabile. Il globale invade il personale. Il film catastrofico, che abbiamo visto per divertimento, diventa una realtà agghiacciante nel blocco urbano, nelle strade deserte e nelle lotte dei clienti per accaparrarsi i disinfettanti per le mani.

Chi vorrebbe mai prestare attenzione a qualcosa di così spiacevole? Diventare ossessionati da qualcosa – piacevole o disgustoso che sia – non equivale al prestare attenzione. Essere semplicemente dipendenti o fissati è una forma estrema di distrazione compulsiva. Quindi, possiamo stare incollati agli aggiornamenti delle notizie durante il giorno, molte delle quali non contengono nulla di nuovo. Meglio razionare la nostra assunzione di notizie. Rimanete in contatto, tenetevi informati ma non abbuffatevi, come facciamo con la maggior parte delle distrazioni che usiamo per distrarci dalla distrazione.

Esercitiamo un muscolo fisico, alternando contrazione e rilascio. Stringi, lascia andare, stringi, lascia andare. A poco a poco, diventa più forte e possiamo fare più cose con esso. Allo stesso modo, con il muscolo dell’attenzione, scopriamo che stiamo diventando sempre più attenti, in sempre più aspetti della nostra vita – alle persone con cui stiamo, all’ambiente che ci circonda, ai semplici miracoli della vita – al canto degli uccelli, alle nuvole, alle fioriture degli alberi. Queste non sono distrazioni, ma ci danno la varietà di contenuti di cui abbiamo bisogno per mantenere le nostre menti salubremente flessibili, ricettive e focalizzate.

Un’attenzione che non riesce a rimanere su un oggetto, abbastanza a lungo da consentirci di apprezzarlo in se stesso, – non solo per quello che mi dà – si riduce in distrazione. Passa da una sensazione all’altra o in una navigazione senza fine. L’attenzione può concentrarsi e godere, anche solo per il mero piacere o per la relazione; può spostarsi attraverso un ampio spettro di coscienza, con calma. Passiamo da una cosa all’altra, senza panico o caos. La varietà è sana e ci nutre.

Quindi, in questi giorni in cui la vita è cambiata per tutti noi, la meditazione è un bel modo, semplice e disponibile, per ricostruire la nostra capacità di attenzione. Non significa che ci sediamo e meditiamo 24 ore al giorno. Ma la costruiamo nei momenti di meditazione e scopriamo che possiamo vivere questi tempi con più pace e apprezzamento della bellezza che sta intorno a noi – e dentro di noi.

L’attenzione senza pensiero o immagine è pura preghiera. Ma esercitarla in questo modo nei momenti di meditazione, significa che possiamo pensare, leggere, guardare, ascoltare, toccare e annusare, il resto del tempo, in modo veramente orante.

Laurence Freeman