Martedì di quaresima – prima settimana

Ti consideri una “persona retta”?

Intendi un membro rispettabile della comunità che mantiene gli standards ed i valori del gruppo?

Una specie. Che cos’altro significa “retto”?

Sedere o stare in piedi con la schiena dritta

O tendere più alla lunghezza che alla larghezza.

Ma dove vuoi arrivare con questo discorso?

Vuoi dire che c’è una connessione tra stare seduti dritti in meditazione e vivere in modo retto, essere morali, giusti, gentili, veri.

Tutto ciò che si deve fare allora è tenere una buona postura fisica così da essere un buon essere umano?

Se solo bastasse. No, ma quando meditiamo ci viene detto di stare seduti in una posizione “buona” che significa con la schiena dritta. Questo aiuta a respirare e a tenere la disciplina del silenzio durante la meditazione e quindi ci aiuta a meditare. C’è un legame tra la posizione fisica e la prontezza e chiarezza mentale, ed anche il senso dell’obiettivo che sta dietro la meditazione. Generalmente è più difficile meditare se la posizione è stravaccata, sciatta e scomoda.

Ma posso meditare ed essere un imbroglione, un bugiardo, uno sfruttatore insensibile delle debolezze altrui? Può la meditazione aiutarmi a fuggire dalla mia coscienza e rendermi più concentrato sulle mie cattive azioni?

Forse per un po’, certo, ma penso che sarebbe insostenibile nel lungo periodo. Nella meditazione, quando ci sediamo in silenzio, cominciamo a muoverci. Più profondo è il silenzio, maggiore è l’agitazione. Questo movimento silenzioso ci conduce alla nostra rettitudine essenziale interiore. (Noi siamo fondamentalmente retti). Lungo il percorso, incontriamo le posture interiori della mente, forse recenti o ben consolidate, forse ai margini della personalità, ma forse anche in ciò che costituisce la nostra personalità, e queste posture possono contraddire la nostra rettitudine essenziale. Esse possono essere aspetti rovesciati e deformati di noi stessi.

Affrontare tutto questo è molto duro, allora, e noi reagiremo contro l’essere raddrizzati. Probabilmente è questo il motivo per cui abbandoniamo o riduciamo il nostro impegno nello stare seduti nel modo retto.

Sono d’accordo. È difficile meditare se hai appena mentito o imbrogliato qualcuno, se hai fatto un’orgia di pettegolezzi o di vizi. Ma possiamo sempre correggere la nostra postura, sia quella interna che quella esterna. Se non desistiamo, possiamo rimetterci in sintonia con i nostri valori essenziali, la nostra rettitudine essenziale. Scoprendo il nostro valore interno, veramente cominciamo a vivere secondo i valori in cui crediamo e possiamo dire “mi dispiace” quando non riusciamo a farlo. Stai ancora ascoltando?

Laurence Freeman