Martedì della Settimana Santa

“Ora il Figlio dell’Uomo è stato glorificato”. Questa è la sua risposta nel momento in cui il suo destino viene segnato e uno dei suoi discepoli più vicini, “posseduto da Satana”, lascia la tavola e lo tradisce.

 

L’atto del tradimento personale rimane sospeso in modo strano all’interno della storia senza una spiegazione. Nessuno è convinto che lo fece soltanto per soldi. In modo inesplicabile sembra qualcosa di necessario dato che è ciò che porta l’interprete principale al suo momento supremo.

Parliamo di gloria in battaglia, di tempo glorioso e di gloria di Dio. Ma che tipo di gloria può essere questa che si manifesta in un momento di sconfitta e delusione. Quando qualcuno nel quale abbiamo riposto la nostra fiducia o speranza ci delude o quando il progetto al quale abbiamo lavorato crolla sembra un momento strano in cui parlare di gloria.

Quando si apre un’ostrica, questa oppone una ferma resistenza. Rivendica la sua conchiglia contro il coltello appuntito che si sta cercando di infilare tra le due metà serrate del suo mondo protettivo. L’arte di questo atto crudele, senza il quale non ci sarebbero allevatori di ostriche, è quella di trovare il muscolo che la mantiene chiusa e tagliarlo. A quel punto la conchiglia di apre, il cibo di aspetto succulento è disponibile e la catena alimentare continua.

Preferiamo non vedere mentre viene fatto o anche sentirne parlare ma è parte del mondo in cui abitiamo. La fine di una vita è il sostentamento di un’altra nella catena dell’essere. Si dovrebbe riconoscere il sacrificio individuale e sentire la perdita della vita come si dice facciano alcuni nativi americani che ringraziano l’albero prima di tagliarlo.

Se la fine di una vita viene accettata in questo modo umile è come se qualcosa si aprisse. Il lato oscuro di questo è l’ombra stagliata dalla intensa luce che è stata liberata.

Laurence Freeman OSB