Lunedì – Prima settimana di Quaresima 2021

Lenedì – Prima settimana di quaresima

Come reagisci alla parola “quiete”? La associ a bilanciamento, contrappeso, equilibrio, ordine, silenzio? O piuttosto a inazione, ristagno, recessione, passività? La quiete è statica o dinamica? È l’obiettivo che dovremmo perseguire o una condizione da cui dovremmo uscire prima possibile? Come meditatori potremmo dire “tutto dipende”, poiché ai meditatori piace ottenere il meglio dalle due situazioni. E possono ottenerlo.

Probabilmente dipende davvero dalle circostanze, ma può esserci (ancora) una preferenza a favore o contro il concetto. Dietro a questa preferenza potrebbe celarsi sia una paura che un desiderio di quiete. Se sei iperattivo, la quiete ti sembrerà attraente. Se sei annoiato, senza lavoro o in quarantena, la quiete è l’ultima cosa che vuoi. Polarizzare visioni opposte, anche riguardo al significato di una piccola, innocua parola come questa, ci porta ad un sentimento di conflitto spesso basato sul senso che “se non ottengo ogni cosa, potrei ritrovarmi con niente”. E così, colui che non è d’accordo con me, colui che sembra essere sull’altra sponda di un fiume che scorre più veloce del pensiero e senza ponti in vista, è mio nemico. Egli non ha pertanto lo stesso diritto di esistere che ho io. Il senso di una potenziale mancanza – anche ciò che penso di possedere potrebbe essermi tolto – si esaspera.

Le fazioni pro- e anti-Trump negli USA, i pro- ed anti-Brexit nel Regno Unito hanno generato un profondo senso di divisione e disunione. Ricostruire il dialogo e lo spirito di fiducia richiederà un duro lavoro per entrambe queste società negli anni a venire. C’è un posto al mondo dove ciò non sia stato provato? Le divisioni turbano l’equilibrio della società civile e la quiete, il calmarsi della faziosità e del rifiuto reciproco, hanno almeno un po’ di attrattiva. Il problema è come.

L’approccio “tutto dipende” è inadeguato. La risposta non è l’uno o l’altro, ma entrambi ed entrambi in armonia. Il modo più pratico per raggiungere la fusione di una quiete dinamica ed una attività armoniosa è sacrificare volenterosamente tempo per lavorare sulla quiete. Dal momento che la natura umana è incline all’iperattività (fisica, economica o mentale), la sfida, come l’episodio di Marta e Maria chiarisce, è proteggere la parte di quiete e silenzio; ed apprezzarla come una parte essenziale del benessere umano. La vita di Gesù, esempio di come gli esseri umani dovrebbero vivere, ha incluso sia periodi di solitudine e silenzio che periodi di intensa azione esterna.

La quiete è propria di una buona vita. Insieme alla preghiera ed al digiuno, la giustizia tocca il centro dove la quiete può essere trovata. Tutti e tre sono aspetti per vivere una buona Quaresima. Si tratta di trovare un equilibrio, sempre difficile da conquistare e difficile da mantenere, sia nella vita personale che in quella sociale.

Laurence