Lunedì, quarta settimana di quaresima

I meditatori sanno che “l’esperienza è maestra”. Appena smettono di fare troppo riferimento a fonti di autorità esterne e si fidano del proprio cuore, capiscono cosa significa l’esperienza stessa. Non solo cosa succede, ma cosa succede perché succede. Voglio dire, non solo ciò che accade durante la meditazione, ma cosa succede in noi stessi e nella vita nel suo insieme a causa di ciò che accade nella meditazione, anche se non lo vediamo accadere ogni momento.

La meditazione è una fonte di saggezza perché ci insegna questa verità così semplicemente. Ci aiuta a leggere i segni e i disegni della vita e a leggere il libro della natura stessa. In un tempo relativamente breve, in tutto il mondo la gente è stata costretta a restare a casa, senza correre in giro, prendere l’aereo, guidare, fare spese, comprare l’ultimo modello di non si sa cosa per poi correre a casa e buttare via il vecchio, sprecare risorse e tempo. Parole severe che vogliono giudicare, ma non mi escludo dalla critica.

A volte ciò che leggiamo nel libro della natura è semplicemente ovvio. Da quando sono scattate queste restrizioni, il loro impatto risulta evidente nei dati raccolti sull’inquinamento nell’Italia del Nord dal satellite Sentinel dell’Agenzia Spaziale. Le emissioni di biossido di azoto (gas di scarico dei veicoli) sono sensibilmente diminuite. In Cina, soprattutto nella zona di Wuhan e nella provincia di Hubei, l’inquinamento è sceso moltissimo.

Questo è ciò che succede, ma cosa sta succedendo per quello che succede? Dopo la prima meditazione stamattina, come di solito, avevo venti minuti prima della seconda meditazione. Normalmente leggo ma, visto che la mattina era così fresca e bella, ho fatto una passeggiata e mi sono ritrovato a leggere il libro della natura. Non era difficile. Non c’era bisogno di misurare le emissioni di azoto o di fare teologia. Bastava il canto degli uccelli, la purezza dell’aria e l’intensità del silenzio. Un suono che avevo sentito prima, ma non ero riuscito ad identificare è diventato chiarissimo appena un uccello si è lanciato giù in picchiata emettendo una singolare nota roca. Le rane hanno cominciato il loro concerto cacofonico. Il laghetto per via delle piogge è magnificamente pieno e i pesci son belli grossi.

Jean Christophe ha tagliato l’erba ed il suo profumo promette tiepidi giorni a venire.
Con il coronavirus, la natura vuole punirci per come l’abbiamo trattata? Possiamo dire così. È quello che sta succedendo secondo il karma. Ma quello che accade in più, è che possiamo risvegliarci all’infinita bellezza della natura e del regno animale. Chi non si innamora del bello? E chi può far del male a ciò che ama mentre lo ama?

Così, ho camminato nell’aria fresca del mattino, fra profumi e suoni, ma allo stesso momento pensavo ai pericoli intorno a noi e alla solitudine e alla paura di cui soffrono così tante persone. Ho pensato ai miei peccati. Ma ancora di più ho sentito la grazia sorprendente che ci restituisce la vista, quando siamo diventati ciechi.
La bellezza salverà il mondo.

Laurence Freeman