Lunedì della Settimana Santa 2021

Lunedì della Settimana Santa, 29 marzo 2021 

Vangelo Giovanni 12,1-11. Maria unse i piedi di Gesù, asciugandoli con i suoi capelli

A volte non sono un osservatore attento. È stato solo ieri che ho pienamente apprezzato qualcosa che ho fatto a lungo, percorrere un sentiero stretto su per la collina dall’Abbazia al fienile qui a Bonnevaux. Il sentiero si è formato gradualmente, impercettibilmente nel corso di molto tempo, sotto ogni condizione atmosferica, per la pressione di molte paia di piedi che lo percorrono in fila indiana, più volte al giorno.

Stavo pensando a come descrivere il significato di “tradizione” per il primo di una serie d’incontri mensili con i giovani. Naturalmente, potevo dire che tradizione significa “creare un ponte e offrire”, il trasmettere una intuizione sapienziale o semplicemente un modello di comportamento. Ma mi è sembrato un po’ freddo perché non descrive la sensazione di scoprire che apparteniamo già a una tradizione: “esistiamo” in questa trasmissione continua e ne sentiamo il nostro profondo ‘desiderio’. L’idea di poter semplicemente scegliere la nostra tradizione, tra ciò che viene offerto, è molto meno interessante e profonda. È un enorme sollievo sapere che già le apparteniamo.

Guardare il piccolo sentiero su per la collina, tagliato attraverso l’erba, che tutti abbiamo tracciato mese dopo mese, inconsciamente e fedelmente, anche è stato un sollievo. Spero che non andremo mai a rinforzare questo piccolo sentiero buttandoci sopra della ghiaia, nonostante possa diventare scivoloso quando è bagnato e spesso si portino in casa zolle erbose. Così si evolvono le tradizioni.

Mentre parlavo con i giovani nel nostro incontro intercontinentale, il senso di appartenenza mi sembrava un bisogno essenziale del nostro tempo frammentato; per ritrovarci uniti su percorsi che ereditiamo, ma che anche aiutiamo a mantenere e formare. Uno è il percorso comune della pratica spirituale, del profondo sviluppo di sé. Un altro, il percorso d’impegnarsi a comprendere le culture l’uno dell’altro. Un altro ancora è proteggere la nostra casa comune e avere un dovere di attenzione, espresso con compassione, per coloro che la Bibbia chiama “anawim“, i poveri, gli oppressi e gli emarginati. Ciò si riferisce anche alla povertà di spirito che abbracciamo nella meditazione. I termini più importanti nel pensiero religioso hanno ciascuno due facce. Pensate al termine ‘jihad’, di cui ci si può impossessare per riferirsi solo al conflitto esterno, ma il cui significato più profondo è interiore, il senso di auto-controllo.

Se un sentiero si forma percorrendolo continuamente, esso ha due lati formati dalle paia di piedi che si muovono in una facile passeggiata naturale. Anche una tradizione si forma attraverso l’equilibrio di significati esterni e interni. Allora lo stretto sentiero diventa una grande tradizione. Diventa nostro quando vediamo che apparteniamo a esso e aiutiamo a realizzarlo.

Allora, ciò che troviamo passando ogni giorno su e giù per il sentiero non smette mai di deliziarci e arricchirci. La cantata di Bach che ascolto, se ho tempo, al mattino. O la storia del Vangelo di oggi. L’amore di Maria per Gesù viene silenziosamente riversato mentre unge i suoi piedi con olio prezioso. Il nardo allevia la tensione e l’ansia. Mentre lei accarezza con l’olio i suoi piedi, le sue lacrime cadono e lei le asciuga con i suoi capelli. È la descrizione fisica più intima di Gesù ad aver attraversato la tradizione, lungo il sentiero che lui è diventato e che noi oggi ancora percorriamo.

E la casa era piena della fragranza del profumo” (Giovanni 12,3). Non solo la casa, ma il tempo.

 

Laurence