Lunedì, 2 Marzo 2020 – Prima settimana di quaresima

Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce‘.

Siamo saliti sul monte della Trasfigurazione, facendo a gara, il più gentilmente possibile, con altri pellegrini per arrivare ai pullman. Sulla via del ritorno, mentre aspettavamo, per un bel po’ di tempo, il bus che doveva portarci indietro, i miei piedi si erano gelati. Mi sono tornati in mente i freddi inverni della Londra della mia infanzia, quando in attesa di un bus mi si congelavano il viso, le mani ed i piedi. Il magnifico corpo umano è soggetto a molte sofferenze e molte limiti. Può esser trasfigurato nella luce, diventare come un arcobaleno, addirittura risorgere dalla morte eppure provare freddo, acciacchi e dolori. Può prosperare e vedersi allungare il periodo di vita e può tristemente venire meno.

La salute e la forma fisica sono come un filo di rasoio, come camminare su una corda da cui facilmente e improvvisamente si può cader giù. Per la prima volta in circa cento anni, l’aspettativa di vita nel Regno Unito, dopo dieci anni di austerity distribuita molto inequamente, sta diminuendo, in modo anche più drammatico fra le donne dei gruppi socialmente più poveri. Eppure il corpo umano, nonostante tutte le sue fragilità, è ancora il linguaggio sacro della fede cristiana, come il sanscrito, il pali, l’ebreo, l’arabo lo sono per altre comunità. Il latino, il greco e l’aramaico non sono state la lingua in cui la Parola di Dio è stata tradotta a Nazareth o ciò che sulla montagna è divampato nella pura energia di luce. Era il corpo che sente freddo ai piedi, ha i foruncoli ma può anche conoscere l’estasi.

Nel suo capitolo sull’osservanza della Quaresima e in molti altri passi della Regola, San Benedetto descrive l’attenzione e la disciplina, il rispetto e la cura che il corpo merita. Diversamente da altri maestri spirituali, non denigra il corpo né suggerisce che si debba ricercare il dolore per farci più vicini a Dio. Il corpo è un compagno in continua evoluzione e uno strumento del viaggio spirituale. A trattarlo male o con troppa indulgenza o severità non sarà più in grado di suonare quella musica per cui è stato creato. Alla fine del viaggio, trattiamo con rispetto il corpo fisico perché ci ha servito come meglio poteva e perché adesso siamo rivestiti di un altro corpo. Spirito, diceva Teillhard de Chardin, è materia incandescente.

Quando saremo alla fine della Quaresima speriamo di esser pronti a penetrare i misteri della Resurrezione e a vedere come il corpo di Gesù si manifesta in forme differenti, una delle quali siamo noi stessi. La Trasfigurazione ci ricorda che siamo anche adesso, con questa forma fisica, vasi di creta che portano la luce di Dio che col tempo ci trasforma totalmente in essa.

Laurence Freeman