Letture settimanali del 5 giugno 2020

Il mondo cercava e ancora va cercando esempi di una umanità super intelligente, i più forti, i più potenti; adora le persone rispettabili, utili, influenti in compagnia delle quali ci piace essere visti, persone che hanno qualcosa da darci e da insegnarci. Ma la saggezza cristiana preferisce andare a cercare coloro che sono stati rifiutati, i peggiori esemplari umani, i disastri, i non amati, i vagabondi, quelli per cui non vi è una stanza alla locanda, gli assetati, i malati e gli ignudi. E per trovarli, non è che dobbiamo andare tanto lontano; sono già qui, nella nostra vita. Quando li troviamo non possiamo fare a meno d vedere in loro non solo il Cristo ma anche noi stessi, e ammettere che ci sono modi in cui anche noi siamo malati, affamati e vagabondi.

Per i cristiani, la meditazione non è dunque una via che conduce a una conoscenza esoterica, bensí una via che conduce ad un amore più grande. Non è una via speculativa, ma una via di pratica. Ciò che pratichiamo, qui, è umile, semplice, una cosa che anche i bambini sanno fare. Il mantra apre l’occhio della saggezza in coloro che lo praticano con fede, giacché apre il centro più profondo che libera il potere del Cristo. L’amore che ci rende capaci di amarci l’un l’altro, la passione di Cristo, è l’amore di Dio, l’amore che ama non spinto da un interesse personale ma con temeraria generosità. Quando amiamo, arriviamo all’unica conoscenza che conta, quella che Dio è amore.

Brano tratto daLaurence Freeman, “Il sé senza un sé”, capitolo “Una saggezza per tutti”, Ed. Amrita, pp.