Letture settimanali del 4 ottobre 2021 – Tutto ciò che possiedo lo lascio andare

Tutto ciò che possiedo lo lascio andare

Gli opposti della vita, come il problema della povertà e ricchezza o la relazione nella vita spirituale tra contemplazione e azione, posso tormentarci individualmente e dividerci socialmente. [Quando ero in Brasile], venivo costantemente sfidato a osservare più in profondità la rilevanza della meditazione nella società. La sfida, e le persone meravigliose con le quali meditavo, mi hanno aiutato a vedere la povertà di spirito (la nostra non-possessività) come il legame cruciale tra noi stessi e quelli che mancano dei beni necessari per la vita umana. La meditazione può non cambiare la struttura sociale ingiusta direttamente, ma attraverso la povertà di spirito dissolve inesorabilmente le strutture egotistiche della paura e del desiderio che creano e sostengono queste istituzioni ingiuste. Ci permette di guardare con sicurezza ai poveri senza la paura di essere derubati o il senso di colpa di essere accusati;e quindi di vederli in un modo che include invece che rifiuta o scappa. […] 

La meditazione è un lavoro, ed è allo stesso tempo il nostro lavoro di ricerca di Dio e di Dio che cerca noi. È anche un pellegrinaggio attraverso l’universo misterioso della persona umana, una esplorazione della conoscenza di noi stessi dove la trascendenza dell’ego permette la conoscenza unitiva e non dualistica di Dio di affiorare. Il significato e l’autenticità delle nostre vite dipende da questa conoscenza di noi stessi.

Brano tratto da Laurence Freeman OSB, “Letter Twelve” in WEB OF SILENCE (London: Darton, Longman + Todd, 1996), pp. 130-31.