Letture settimanali del 30 novembre 2020

Trovarci nell’ala occidentale dell’Eden, renderci conto che cosa paura e dualismo significhino e che siamo divisi e impauriti, che soffriamo di senso di vergogna e ripiegamento su noi stessi, è quello che chiamiamo la “caduta”. È uno stadio dello sviluppo umano necessario.
E nonostante i nostri tentativi infantili per regredire, cui diamo il nome di “entertainement”, non abbiamo una strada di ritorno. L’unione non è da ritrovarsi nello stato uroborico del passato, simbolizzato dal serpente auto-sufficiente che mangia la sua stessa cosa, quando
vivevamo in un mondo di sicurezze garantite. Si trova nel futuro, l’unione del presente profondo, che realizziamo risvegliandoci a chi siamo e dove siamo adesso. […]

Iniziamo. Perseveriamo. Iniziamo di nuovo. E c’è sempre un altro livello, un altro picco. Gradualmente e in modo imperfetto ci avviciniamo a quello che osiamo chiamare maturità. Troviamo noi stessi in una forma di comunità che non avevamo mai immaginato potesse esistere. È una comunità che prende origine dalla esperienza di una comunione nata dal silenzio. Questa comunità di fede diventa comunità di amore che viene formata da forze che ci muovono al cambiamento senza l’uso di forza o rivalità. Impariamo a instaurare
relazioni a livello spirituale; impariamo a gestire la perdita e la sofferenza e a celebrare l’espansione.

Brano tratto da Laurence Freeman OSB in FIRST SIGHT: The Experience of Faith (London: Continuum, 2011), pp. 89-90.