Letture settimanali del 3 novembre 2019

Molte persone profondamente religiose provano avversione o antipatia per la meditazione, perché essa sembra minare (e di fatto è così) i confini sicuri che proteggono la nostra visione del mondo ed il nostro crederci differenti e superiori agli altri.

Una via di fede, ad ogni modo, non è una adesione miope ad un determinato punto di vista e ai sistemi di credenze e rituali che lo esprimono. Questo ne farebbe una ideologia o un settarismo. La fede è un percorso di trasformazione che ci chiede di metterci in cammino, attraverso e oltre i nostri schemi di credenze e osservanze esteriori – senza tradirli o rifiutarli, ma neanche rimanendo intrappolati nelle loro espressioni. San Paolo ha parlato della Via della salvezza con un inizio ed una fine nella fede. La fede è dunque aperta e senza fine, fin dall’inizio del cammino dell’uomo. Naturalmente abbiamo bisogno di una struttura, di un sistema e di una tradizione. Se rimaniamo concentrati stabilmente su essi, il processo del cambiamento avviene e la nostra prospettiva sulla Verità si amplia costantemente.

Brano tratto da “Dearest Friends,” Laurence Freeman OSB, Newsletter of the World Community for Christian Meditation, Vol 32, No. 3, September 2008, p. 4.