Letture settimanali del 3 gennaio 2020

La cosa più importante è aprire il proprio cuore all’amore. Per chi è ferito e spaventato, questo può sembrare come una speranza impossibile. Per chi è stato rifiutato dalla propria famiglia o dalla società, può sembrare di non essere neanche degno di tale speranza. Ma poiché siamo tutti feriti e impauriti dalla realtà, tutti dobbiamo avere fede, o almeno la possibilità di sperarci. Questo è quello che ci permette la meditazione e il motivo per cui è un così grande dono da condividere. Una delle ironie della vita è che i cuori maggiormente aperti si trovano nei posti meno probabili. Forse è per questo che Gesù ce ne ha indicato i luoghi dove saremo in grado di trovare lui:

Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

Ora che inizia il nuovo anno, teniamoci gli uni gli altri nei nostri cuori così che possiamo in modo più generoso rafforzarci per rendere questa visione una realtà delle nostre vite e… nella vita del mondo.

Brano tratto da Laurence Freeman OSB in “Love in Prison: Letter Nine” in COMMON GROUND (New York: Continuum, 1999), pp 105-06.