Letture settimanali del 29 settembre 2019

L’esperienza della solitudine, verso cui ci conduce la meditazione se abbiamo il coraggio della semplicità, non è una fuga. È un incontro. Il grande mistero che si disvela… è che questo incontro avviene ad un livello dell’essere dove pensavamo non ci fosse nessuno da incontrare. È un livello che abbiamo evitato perché non volevamo incontrare noi stessi e scoprire la paura di essere in definitiva soli. Proprio lì invece troviamo tutto ciò che stavamo cercando. Le proviamo tutte per distrarci da noi stessi perché abbiamo così tanta paura di scoprire l’isolamento freddo ed eterno del sé. Ma la meditazione rivela che questa paura è la massima stoltezza, perché a quel livello del nostro essere dove pensavamo non ci fosse nessuno da incontrare, incontriamo Cristo. […]

La meditazione mostra la sua efficacia nel modo in cui formiamo relazioni. Ci conduce ad una consapevolezza più profonda e chiara della nostra vera natura. La verità della natura umana non è, come temevamo, quella di una particella isolata nella polvere cosmica, una monade solitaria, ma il fatto che siamo esseri in comunione. […]

Brano tratto da  Laurence Freeman OSB from “The Necessity of Solitude” in THE SELFLESS SELF (London: DLT, 1989), pp. 156-7.