Letture settimanali del 28 giugno 2020

La preghiera è personale, ma non individualistica. Ciò significa che essa va oltre i pensieri che girano attorno alle preoccupazioni egocentriche delle nostre vite. Si tratta di uscire da quell’orbita: il centro di realtà vero e universale deve diventare il consapevole mozzo del nostro universo personale. La preghiera allora acquista sempre più un significato universalista, a mano a mano che le nostre preoccupazioni e inquietudini si riconfigurano in una rete di relazioni tenute insieme dalla compassione e dalla saggezza.

Queste sono le stesse forze dell’anima che ci fanno salire dallo scantinato dell’ego fino al tetto dell’anima, dove possiamo vedere le stelle.

Estratto da Laurence Freeman OSB, “Dearest Friends” CHRISTIAN MEDITATION NEWSLETTER, vol. 32, no. 2, giugno 2008, p. 4.