Letture settimanali del 20 settembre 2020

Gran parte della vita sembra scomparire dalla memoria. Problemi che ci tormentano o piaceri che ci inebriano, progetti che ci assorbono completamente, dolori inconsolabili che sembrano distruggere la nostra vita, sono tutti mitigati dal tempo. Ci sono altre esperienze, spesso non così emotivamente travolgenti nel momento in cui capitano, che non svaniscono. Ricordiamo più profondamente queste epifanie di pura coscienza, perché sono diventate parte di noi. In quel modo, spesso tranquillo e modesto in cui sono successe, hanno rimosso parte dei soliti strati oscuranti e ci hanno rivelato quello che veramente siamo, chi davvero siamo. In questo risveglio, non c’è stato un grande rombo di tuono, né titoli da prima pagina mistici. È stata però una vera novità. Qualcosa il cui valore di novità non svanisce con le notizie del mattino […]

In qualunque modo descriviamo quei momenti – e sono molto comuni perché costellano la nostra crescita in consapevolezza – essi sono la prova di cui abbiamo bisogno per sapere che siamo reali. Che esistiamo. E quando tale prova ha fatto presa abbastanza profondamente dentro di noi, iniziamo a trovare il senso dell’esistere come crescita in santità.

Brano tratto da Laurence Freeman OSB, “Dearest Friends”, The WCCM International Newsletter, ottobre 1997.