Letture settimanali del 13 settembre 2020

Non c’è nulla di più facile, o che dia maggiore soddisfazione, del biasimare gli altri per quello che è andato storto nella nostra vita [o nel mondo]. È questo l’inizio delle persecuzioni razziste, delle pulizie etniche, e degli olocausti. Questo è ciò che fa iniziare la caccia alle streghe e tutte le forme di disumanità personali e collettive. Questa è quel lato della natura umana più terribile: quando proviamo un piacere perverso nel biasimare gli altri, proiettando su di loro i nostri problemi e le nostre manchevolezza, rendendoli dei capri espiatori. Succede continuamente nel corso della storia e delle nostre vite personali. È la parte più oscura della nostra natura.

Ma la preghiera profonda ci conduce fuori da questa oscurità. Ci permette di perdonare. Ci dice che l’unica strada è quella del perdono e dell’amore. Addirittura, Gesù fa di questo il punto fondamentale del suo insegnamento morale. È tutto quello che ci dice: amatevi gli uni gli altri. Specialmente i nostri nemici. […]

Ci rendiamo conto che l’unico modo per affrontare la complessità dei rapporti umani è la semplicità dell’amore. In amore non giudichiamo, non siamo in competizione; accettiamo, rispettiamo e impariamo la compassione. E impariamo a liberare quella gioia interiore dell’essere che si irradia verso l’esterno attraverso di noi, toccando gli altri. Questo è il motivo per cui le comunità, le famiglie ed i matrimoni non esistono solo al fine di rendere perfetta la vita delle persone che sono direttamente in quelle relazioni. Tutti esistono anche per irradiare amore, oltre se stessi, irradiare gioia, quella semplicità dell’amore oltre se stessi, per toccare tutte le persone con le quali entrano in contatto.

Brano tratto da Laurence Freeman OSB, “Forgiveness and Compassion” in ASPECTS OF LOVE (London: Medio Media/Arthur James, 1997), pp. 72, 73-74.