Letture settimanali del 12 gennaio 2020

Siamo tutti ben consapevoli dei problemi che dobbiamo fronteggiare in questo momento della evoluzione umana… quanto si sia non unificati, quanto si sia collettivamente lontani dalla verità della nostra natura umana che Gesù rivela… il nostro essere essenzialmente uno. Quanto grandemente impegnativo sia credere, in questo momento, alla unità della natura umana e alla possibilità che gli esseri umani possano amare, perdonare, essere giusti, possano asternersi dalla violenza. È molto difficile credere nella natura divina e nel potenziale umano quando vediamo come ci comportiamo e quando vediamo i fallimenti dei nostri leaders che, paurosamente a volte, sembra proprio ci meritiamo… e quando così tante delle strutture nelle quali ci sentivamo sicuri, politicamente, religiosamente e economicamnete, si stiano dissolvendo e ci stiano crollando intorno. […]

La divisione distrugge l’unità perché, come suggerisce la parola, è diabolica, divide. L’intenzione di dividere e comandare, un gioco politico che persone senza scrupoli conducono, non può venire da Dio… perché Dio è uno. Dio non è frammentato in un pantheon di piccole divinità, che competono l’una contro l’altra come proiezioni delle nostre fantasie e desideri e paure. Le tre grandi religioni sorelle, con tutte le loro differenze e i loro conflitti, hanno capito… e sviluppato la stessa visione sulla natura divina e umana, che Dio è uno. La profonda unità dell’essere umano viene da Dio in noi, come dice San Paolo, e scoprire questa unità in noi, nella nostra natura… è il solo modo con cui possiamo guarire dalle ferite della violenza e della divisione.

La meditazione è il lavoro di scoperta di questa unità in noi e tra di noi… la cosa più importante da ricordare nelle sfide di questi tempi è l’unità che condividiamo — il grande mistero di umanità — nonostante le nostre differenze di razza, cultura e religione. Non possiamo conoscerla dall’esterno. Per conoscerla, dobbiamo entrare in un silenzio in cui la mente dualistica viene messa da parte. La consapevolezza contemplativa non è un dogma, né nasce dal pensiero analitico, ma proprio dalla esperienza stessa di unità, che è molto semplicemente l’esperienza che ci diamo il permesso di gustare nella meditazione.

Brano tratto da Laurence Freeman OSB, presentazione alla Australian National Conference, Ottobre 2019, riportata nella Meditatio Newsletter January 2020, p. 10.