Letture settimanali del 10 maggio 2020

Penso che tutti, ad un certo punto della propria esistenza hanno avvertito la necessità di impegnarsi alla ricerca della verità, di Dio. La meditazione risponde a questa esigenza. […] Ora, da quanto mi risulta, tutti noi abbiamo provato, abbiamo desiderato riuscire a pregare, e tutti abbiamo fallito l’impresa. Eppure non di rado possiamo constatare che la capacità di discernimento che ci viene dalla pratica meditativa è proprio quella che ci consente di tramutare l’insuccesso in trionfo. Il silenzio e la povertà che speriamentiamo, durante la meditazione, si confermano da sé. Sappiamo di non poter analizzare Dio, di non poter comprendere la sua infinitezza a causa della finitezza della nostra capacità intellettiva. Ma sappiamo, o meglio ben presto cominciamo ad avere la vaga percezione, che possiamo fare esperienza dell’amore di Dio per noi. […]. Si tratta di una conoscenza esperienziale che ci insegna, inoltre, che le immagini costruite dall’ego vanno accantonate, che si tratti di visioni di scoramento o di illusioni di santità. Nessuna di esse va presa troppo seriamente […]

Successi e insuccessi perdono ogni valore di fronte alla verità di quanto ci viene disvelato attraverso la nostra esperienza meditativa, vale a dire la verità della morte e resurrezione. Ogni qualvolta ci sediamo a meditare, moriamo a noi stessi e risorgiamo, oltre i nostri personali limiti, a nuova vita in Cristo Gesù. […] Dobbiamo comprendere che è la quotidiana disciplina meditativa che alla fine smaschera il nostro ego; e questo una volta smascherato, scompare. Non dobbiamo però né essere impazienti né lasciarci scoraggiare, ma recitare il nostro mandra con fede, giorno dopo giorno, successi o insuccessi non hanno alcune peso. L’unica cosa che conta è la realtà di Dio, la realtà della sua presenza nei nostri cuori.

Brano tratto da John Main, OSB, “Oltre ogni immagine” LA VIA DELLA NON-CONOSCENZA, Edizioni Appunti di Viaggio, pp. 59-60.